Gioco
Lui è un ex ristoratore: «Ci ispiriamo ai modelli del Nord Europa, qui non ci saranno tabù»
Scambi di coppie nel club del sesso libero
Barbara Burzi
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Luca Trovato e Claudia Ciafardo i due titolari del club Marito e moglie hanno aperto un nuovo club, pratese la maggior parte dei clienti
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PRATO. Si scrive club privé, ma si legge luogo di incontri, a cui si accede esclusivamente come socio e in cui si ha modo di assecondare i propri gusti erotici all'insegna della trasgressione. E' sbarcato alle porte di Prato il primo locale per scambisti. La novità corre sulla rete da prima che aprisse i battenti. Non è un caso che gli scambisti di Prato, Firenze, Pistoia e Valdarno, abbiano utilizzato proprio le potenzialità del web per agevolare il passaparola. Finché appena quattro settimane fa, nella zona industriale di Campi Bisenzio "The Gamer club" è diventato una realtà. Ad aprirlo Luca Trovato e Claudia Ciafardo, due coniugi fiorentini già titolari della discoteca Interno 3 di Calenzano. «Questo locale è il primo nel suo genere in zona - spiegano - Per trovare qualcosa di simile bisogna andare a Milano, Roma o all'estero. Si distingue dagli altri per la struttura, spaziosa e all'altezza del servizio, e per l'egemonia sessuale a 360 gradi. In Italia si tende ancora a concepire i privé come discoteche. Il nostro, invece, s'ispira alla scuola del Nord Europa, dove attività del genere nascono prive di tabù, come luoghi di aggregazione per divertirsi vivendo il sesso in maniera libera. Locali così possono servire anche alle coppie in crisi, noi ne abbiamo salvate diverse...». Il tempio del sesso. Per qualcuno il paradiso si trova al numero 8/a di via Querce a Campi. «La posizione è strategica - dice Luca, presidente del Club - E' vicino a Firenze e distante poco più di un chilometro dall'uscita di Prato est, dove stiamo già avendo un ottimo riscontro». Settecento metri quadrati divisi su due piani: 14 stanze, tra cui 12 camere, accessoriate e dotate di servizi igienici (ma non di porta), una saletta cinema per la proiezione di film hard, la stanza degli specchi e quella dei "buchi" per diavolerie di ogni genere. L'arancione di cui sono rivestiti i divanetti balza subito agli occhi. Diventando color rosso-passione nell'incrocio di sguardi che si assecondano. Sono le regole del gioco: si entra pagando una tessera annuale (150 euro per la coppia), dopodiché, sorseggiando un drink a ritmo di musica, è possibile divagare sessualmente scambiando il proprio partner con uno abbordato sul posto. «A volte non è così semplice - fa notare - lo scambista tende ancora a nascondersi. Anche per questo le luci sono sempre molto basse o addirittura spente durante le serate al buio». Codice d'ingresso. Nel club vige però un codice deontologico «a garanzia - affermano i proprietari - che il tutto si svolga nel massimo rispetto degli altri e discrezione». «Qui non si ghettizza nessuno - sottolineano - a condizione che abbigliamento e comportamento siano appropriati». Il target di riferimento è medio-alto: «Non facciamo differenza tra etero, gay, lesbiche, single o trans. Può entrare chiunque si ponga con educazione e decoro». Gli insospettabili, dal Valdarno a Prato. Di giorno, professionisti, imprenditori e bravi genitori. Di notte abili seduttori. Quello dello scambio di coppia è un fenomeno in crescita che coinvolge «un bacino di utenti indefinito - dicono i proprietari - più ampio di quanto si possa immaginare». Insomma, tracciare l'identikit degli habitué è quasi impossibile. «Quelle che frequentano il club sono belle coppie che provengono da tutta la regione - dicono - hanno all'incirca tra i 35 e i 45 anni, ma puntiamo ad abbassare l'età media con l'apertura a giovani singoli a cui dedicheremo la serata "Only 25 old"». A quanto pare, sono molto ricercati. «Alle coppie è quello che serve - dicono - molte telefonate stanno arrivando da pratesi...». La testimonianza. Chi pratica lo scambismo tende a non volerlo far sapere, ma non è mai stato così per Luca (47 anni) e Claudia (38). Fu lei a trascinare lui. «Abbiamo cominciato a praticarlo circa 15 anni fa - raccontano - la prima volta è stata all'estero, per curiosità». Entrambi provengono dal mondo della ristorazione e da tempo covavano l'idea di aprire un privé. «Ora vogliamo esportarlo».
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