Il Tirreno

Prato

Da uno stage all'altro in cerca del futuro

 Mar.Lar.
Giulia Calamai 31 anni di Maliseti
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Giulia Calamai 31 anni di Maliseti

«Siamo sì giovani ma non disperati, servono delle regole che disciplinino il settore»

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 PRATO. Con quello che dovrebbe iniziare a settembre toccherà quota quattro. Non male per avere 31 anni e un curriculum costellato di così tanti stage nel giro di 6 anni, quasi tutti non retribuiti. Esperienze formative certo, perché in fondo Giulia Calamai, 31enne di Maliseti, studia ancora tra i banchi dell'università ed è prossima a laurearsi con la specialistica al Prosmart, con una tesi in storia del teatro contemporaneo. Ma di cultura, e con la cultura, non si mangia. Giulia, che mastica il linguaggio di scena da sempre come attrice in erba della compagnia universitaria "Binario di scambio" (sotto la direzione artistica della docente Teresa Megale), lo sa bene. Per questo prova a portare un minimo di stipendio a casa facendo la maschera di sala al Maggio musicale fiorentino: un modo come un altro per non perdere di vista quel mondo da lei tanto amato. Tutto quel tempo trascorso a lavorare praticamente a costo zero, dal 2005 al 2010, non lo rimpiange. E a settembre inizierà un altro tirocinio, stavolta presso un'associazione culturale pistoiese. «La Regione paga 400 euro al mese agli stagisti? Bene, ma tanto a me non toccherà: non ci rientro perché ho superato i 30 anni. Capisco - ammette Giulia - che debbano porre dei limiti altrimenti al bando si presenterebbe davvero tanta gente». Il suo periodo più lungo di stage l'ha trascorso ala scuola di musica Verdi come prolungamento del servizio civile (2005-2006), prima ancora in assessorato alla Cultura. «L'esperienza alla Verdi è stata positiva, mi è servita a sviluppare doti organizzative: sapevo che lì non avrei avuto sbocchi».  L'ultima prova formativa risale all'ultima edizione di Contemporanea, come stagista al Metastasio nell'ufficio promozione: lì è almeno è riuscita a strappare un piccolo rimborso spese. «Sono stata fortunata a confronto con altre situazioni limite che si sentono raccontare in giro. Non ho mai svolto mansioni assurde come portare a lavare il cane per il capo. Succede anche questo, purtroppo. Nella giungla degli stage ci vorrebbe un po' di regolamentazione. Siamo sì giovani, ma non disperati». E per il futuro? Nei suoi sogni Giulia non si vede organizzatrice di eventi, lavoro di cui ha già avuto un assaggio. «Se devo rimanere precaria, tanto vale buttarsi nel dottorato di ricerca in storia della spettacolo».

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