Sicurezza
Aziende pronte ad adottare il Bastione
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Di fianco il Bastione visto dal Bisenzio Sotto lassessore Roberto Caverni Appello raccolto. Lavori per mettere in sicurezza il passaggio verso via Martini
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PRATO. L'appello ad adottare il Bastione delle Forche ha dato frutti. Almeno i primi. «Nomi non ne posso ancora fare perchè le trattative sono in corso - precisa l'assessore ai Lavori pubblici Roberto Caverni - ma almeno un paio di aziende sono interessate». Una partecipazione, quella dei privati, che potrebbe diventare fondamentale per proseguire nell'opera di recupero del Bastione. Per ora i lavori di consolidamento procedono con gli 800.000 euro a disposizione. Sono state tolte le radici di cespugli e alberi cresciuti addirittura lungo le pareti e sono state avviate le opere di ripulitura soprattutto del percorso che dal Bastione porta in via Arcivescovo Martini. Proprio dove Asm ha raccolto centodieci siringhe usate, abbandonate dai tossicodipendenti. Ed è lì lo sviluppo del primo lotto di lavori per riportare il Bastione alla città. «La nostra intenzione - spiega Caverni - è di riuscire a ripristinare il passaggio per consentire ai cittadini di riutilizzarlo. Sono sicuro, infatti - aggiunge - che così si potrà avere un uso migliore e più costante del parcheggio di via Arcivescovo Martini». Il problema però riguarda la sicurezza e non solo di notte. Per evitare che il passaggio sia frequentato dai tossicodipendenti il Comune sta installando reti termosaldate alte tre metri lungo il corrimano esistente. «Così - si augura Caverni - sarà molto più difficile per chi vuole drogarsi scavalcare la recinzione. Inoltre, una volta bloccato l'accesso, ripristineremo l'illuminazione che resterà anche di notte». Altro problema, infatti, è quello del lampioni. «Che immancabilmente - aggiunge l'assessore - venivano rotti da chi riusciva, scavalcando la ringhiera, a entrare nel Bastione». Una volta messo in sicurezza il passaggio, cominceranno le opere per renderlo facilmente percorribile eliminando, per prima cosa, le assi di legno sulle quali oggi si passa. «L'aiuto dei privati - conclude Caverni - se ci sarà, servirà a proseguire l'intervento di recupero fin dove possibile». C.O.
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