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Mister Stefan condannato per evasione fiscale Tre milioni non dichiarati
Paolo Nencioni
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Lingresso di un punto vendita della Stefan Giuseppe Videtta incastrato da un file compromettente Tutto è partito da una verifica della guardia di finanza
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PRATO. Mister Stefan ha evaso le tasse su oltre tre milioni di euro non dichiarati al fisco e per questo è stato condannato ieri a un anno di reclusione, ottenendo la sospensione condizionale della pena. A conti fatti non gli è andata malissimo: una devastante verifica della Finanza aveva prodotto sette capi d'imputazione, solo uno dei quali è rimasto in piedi, la «dichiarazione infedele». Mister Stefan è Giuseppe Videtta, originario di Salerno e residente a Prato, amministratore unico della catena di supermercati low cost sparsi in tutta la Toscana e non solo. Difeso dai fiscalisti Alessandro Traversi e Sara Gennai, era accusato di aver fatto una serie di operazioni commerciali e immobiliari per sottrarre milioni di euro al fisco. In particolare di aver venduto alcune società senza cedere il magazzino. Ma a inchiodarlo all'accusa di dichiarazione infedele, almeno per l'anno 2006, è stato un file trovato dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria in un suo computer, dove figurava la voce "risultato di esercizio" per per alcuni milioni di euro. La Finanza ha poi dato un'occhiata ai conti di quattro società accertando ingenti movimenti di denaro sui quali l'imprenditore ha potuto dare solo in parte una giustificazione. Per la parte restante ha preferito tacere. Si tratta di versamenti per oltre 5 milioni di euro nel 2005, 4 milioni nel 2006 e poco meno di mezzo milione nel 2007. Sono cifre simili a quelle di cui si contesta l'evasione fiscale a titolo personale. Per il 2006, l'unico capo d'imputazione rimasto in piedi, si parla di 3.359.000 euro sottratti alla tassazione. Ce n'erano anche 4.195.000 riferiti a un altro anni fiscale, ma per quest'accusa Videtta è stato assolto. Così come per gli altri capi d'imputazione riferiti alla presunta evasione delle società. Alla fine del 2009, dopo la verifica della Finanza (con un'evasione contestata di 4 milioni più altrettanti di sanzioni) l'Agenzia delle entrate gli aveva bloccato beni per 5 milioni e 400.000 euro in quote societarie della All Market, la società che controlla la Stefan, un paio di conti correnti sulla filiale pistoiese di CariLucca e sulla filiale di Capalle di CariFirenze e 29 libretti al portatore. Poi si era scoperto che Videtta aveva ceduto le quote di quattro società alla cinese Qiong Ye, residente a Roma ma di fatto irreperibile (di qui il sequestro dei beni). Quanto a quel file sospetto sul "risultato di esercizio" trovato dalla Finanza, Videtta ha provato a giustificarsi dicendo che si trattava solo di una simulazione a uso e consumo delle banche, ma non gli ha creduto il pubblico ministero Giuseppe Ledda, che ha chiesto una condanna a un anno e dieci mesi di reclusione, e nemmeno il Tribunale presieduto da Ettore Nicotra, che lo ha condannato a un anno con le attenuanti generiche.
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