Lutto
Chiarimento col Comune per loccupazione del campo prima dellautorizzazione
I sinti chiedono scusa ai cittadini «Non avevamo capito le regole»
Alessandro Pattume
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Lassessore Nicola Ciolini 2 MINUTI DI LETTURA
MONTEMURLO. I sinti chiedono scusa ai montemurlesi. Dopo il trasferimento non autorizzato nella nuova residenza di via Prato e le successive polemiche e condanne politiche, alcuni rappresentanti sinti spiegano come stanno le cose. «Scusate, pensavamo di poter entrare - dice Sergio Aldaras - non abbiamo capito come stavano le cose». «Abbiamo visto che era tutto pronto e così siamo entrati, non avevamo capito che dovevamo chiedere l'autorizzazione al Comune. E' stato un errore». Così si scusano i sinti, che dopo essersi messi in regola mercoledì pomeriggio parlano oggi d'incomprensione con il Comune. Intanto, da quando sono rientrati nel loro nuovo villaggio hanno già piantato due alberi e promettono che le cose cambieranno. «Abbiamo intenzione di non solo di tenere pulito ma anche di piantare delle siepi e tagliare l'erba - spiega Manolito Aldaras - vogliamo rispettare i patti e ci impegneremo a farlo ma speriamo che continui a farlo anche il Comune, perchè senza un lavoro non potremo pagare l'acqua». Il riferimento è al progetto denominato "Ketane Pral" che prevede la costituzione insieme alla Caritas di una cooperativa che dia lavoro a sinti e non. «Abbiamo intenzione di andare avanti - ammette l'assessore alle politiche sociali Nicola Ciolini - per il momento stiamo lavorando su come presentare il progetto che nella nostra idea dovrebbe prevedere lavori semplici come il taglio dell'erba, la ripulitura dei tombini e simili». Ma la polemica intorno ai sinti e al loro prematuro ingresso nella nuova residenza non finisce qui. Se la Lega attacca e li vuole cacciare da Montemurlo, La Destra di Roberto Ulivi procede richiedendo al Comune una copia, se esiste, del verbale trasmesso dalla municipale al sindaco sull'"occupazione abusiva" di via Prato. Non solo, il vero scontro sarà lunedì prossimo, quando si riunirà per la prima volta la commissione di controllo sui sinti. Nella quale, regolamento alla mano, potrebbe essere richiesta la loro espulsione.
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