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Prato

Galceti, presto buone notizie

La presidente del Centro di Galceti Pamela Bicchi
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La presidente del Centro di Galceti Pamela Bicchi

La presidente Bicchi: «Abbiamo seminato tanto»

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 PRATO. Sì è vero, i problemi al Centro di Galceti sono tanti «ma abbiamo seminato a lungo e ora stiamo per raccogliere i frutti». Lo dice Pamela Bicchi, neonominata presidente del Centro di Galceti.  La presidente dopo l'allarme lanciato dal nuovo direttore Fiorenzo Gei, ci tiene a puntualizzare. «Le novità sono tante e sono positive - dice - anche se ancora non posso raccontarle perchè mancano i dattagli conclusivi delle operazione in corso. Ma tra pochissimo tempo comunicheremo la svolta». In termini di nuova sede del centro: «gli immobili li abbiamo già individuati - dice Bicchi - e le trattative sono a buon punto». In termini di recupero di un ambiente «che, mi creda, subisce gli effetti - continua la presidente - di venti anni di incuria o di disinteresse da parte di chi ci ha preceduto. Comunque noi guardiamo avanti».  Il primo problema da risolvere, secondo la presidente del Centro di Galceti, è quello dei soldi. «Perché nel bilancio non ancora chiuso e rinviato di un altro mese, abbiamo trovato mote cose che non quadravano e purtroppo saremo costretti a chiuderlo con un passivo notevolissimo». Che certo non faciliterà gli interventi urgenti da fare che secondo il direttore Gei ammontano a circa 100.000 euro complessivi.  «Ma anche su questo fronte - continua Bicchi - abbiamo l'appoggio completo dell'amministrazione comunale. Tanto che all'ultimo consiglio di amministrazione ha partecipato anche il sindaco Roberto Cenni per rendersi conto di persona della situazione. Quotidianamente, inoltre, siamo in contatto con l'assessore all'Ambiente Goffredo Borchi».  Però il tempo resta poco: ci sono le staccionate da ripristinare, c'è da decidere dove mandare gli animali in sovrannumero. «Ed è questo - aggiunge Bicchi - certamente il problema più pressante. Gli animali erano troppi e in spazi esigui rispetto al numero, quindi qualcuno, soprattutto tra gli ungulati, dovremo trasferirlo in strutture idoenee. L'obiettivo è mandarli a stare meglio, non certo peggio».  Ma gli animali - garantisce Bicchi - al Centro di Galceti resteranno. «Siamo consapevoli che erano tra le attrazioni che richiamavano più visitatori, anche se l'attività non era solo questa, e noi cercheremo di diversificarla ulteriormente». C.O.

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