Il Tirreno

Prato

«Contento che si parli bene di Prato»

Cristina Orsini
Lo scrittore e regista Edoardo Nesi
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Lo scrittore e regista Edoardo Nesi

Nesi in testa allo Strega con "Storie della mia gente"

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 PRATO. «Sa che le dico? Che mi sono proprio stancato di sentir parlare male di Prato. E se per una volta se ne parla bene, perchè ottiene un riconoscimento letterario, beh, penso che sia una cosa positiva». Edoardo Nesi, 47 anni, scrittore e regista e da due anni assessore, è entrato nella fase più difficile, almeno dal punto di vista delle aspettative, del premio Strega.  Il suo ultimo libro, infatti "Storia della mia gente" edito da Bompiani, gruppo Rcs, ventiquattro ore fa è risultato il più votato dai 400 "Amici della domenica" (un gruppo selezionato tra artisti, critici, scrittori, registi, letterati) tra i cinque libri che parteciperanno alla selezione finale (in tutto sono 12), fissata per il 7 luglio, nello scenario - «magnifico» dice Nesi - del Ninfeo di Villa Giulia a Roma.  «Sì, mi aspettavo di entrare nella cinquina - dice - ma non di arrivare primo. C'erano voci che giravano, come accade sempre in questi casi, che davano altri in testa e invece...». E invece è stato lo scrittore pratese ad aver raggiunto quota 60 voti, seguito da "L'energia del vuoto", Guanda, di Bruno Arpaia con 49 voti, "Ternitti", Mondadori, di Mario Desiati parimerito a 49 voti, "La vita accanto", Einaudi, di Mariapia Veladiano, sempre con 49 voti e "La scoperta del mondo", Nottetempo, di Luciana Castellina con 45.  Per la verità Nesi ha consegnato a Facebook il giudizio "a caldo" sulla vittoria. «Brutto segnale - ha scritto - chi vince la cinquina raramente vince lo Strega». Pensiero negativo comprensibile perchè nel 2005 «L'età dell'oro", il primo indiscusso successo di Nesi, vinse, appunto, la cinquina ma non la finalissima che toccò a Maggiani con "Il viaggiatore notturno". «E comunque io di pronostici non ne voglio fare», sbotta. Forma di scaramanzia condivisibile. «Sa invece di cosa voglio parlare? Del fatto che "Storia della mia gente" è stato il più votato dall'Istituto di cultura italiana di Pechino. Segno che hanno letto il libro, che sanno che mi sono occupato del fenomeno e che mi ritengono amico». Spiegazione d'obbligo: le selezioni del Strega avvengono anche sulla base di voti all'estero affidati a istituti e centri culturali che si occupano di diffondere la cultura italiana nel mondo.  Nesi, ci sarà pure qualcosa che la fa sperare?  «Posso dire che sono soddisfatto, che di vittorie o non vittorie, ribadisco, non voglio parlare, ma mi fa piacere che la mia storia, un grido di dolore per una città industriale della provincia italiana così fortemente colpita dalla globalizzazione, abbia avuto un palcoscenico vasto e sia diventata una storia paradigmatica di tante realtà italiane».  Storia di attualità che diventa universale, ma che lascia una speranza.  «Certo, perchè il messaggio che deve passare su Prato e su tutte le realtà come Prato, non è quello attuale, negativo, sbagliatissimo, ma di una città fatta di persone alle prese con grandi difficoltà, ma che lottano, conbattono con le loro industrie e accettano la sfida. Una città viva, dunque, e positiva».  Il prossimo libro?  «Il prossimo libro ancora non c'è. Voglio impegnarmi solo a trascorrere un'estate serena».  Se il suo incarico come assessore lo consentirà. Riesce a mescolare l'essere scrittore con la politica?  «Sono cose molto diverse. Devo capire meglio la politica per riuscire forse un giorno a scriverne. Certo mi occupa moltissimo. Mi sembra di essere tornato ai tempi della fabbrica, quando riuscivo a scrivere solo nei weekend o di notte».  Quanto è stato in fabbrica?  «Quindici anni»  E le manca?  «Un po'. Certo non facevo l'operaio, ma non ero nemmeno tra quelli che stavano male facendo quello che facevano».

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