Il Tirreno

Prato

«Tempi molto lunghi per pagare i crediti» Parla il commissario

Ilenia Reali
«Tempi molto lunghi per pagare i crediti» Parla il commissario

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PRATO. Per Btp i giochi sembrano ormai fatti. Nell'udienza di ieri in Tribunale il commissario giudiziale Bruno Inzitari ha confermato che la società andrà a concordato preventivo. E che nei prossimi giorni saranno portate tutte le carte al giudice. Si sa già che sarà un bagno di sangue. Almeno per i creditori chirografari.  Questo ulteriore tempo in più il commissario - che ha già il concordato praticamente chiuso - se l'è preso solo per concludere le "trattative" con l'Agenzia delle entrate che vanta un credito di 50 milioni di euro già consolidati e 40 milioni di euro frutto degli accertamenti. Complessivamente 90 milioni di euro. «Un debito abnorme», ha commentato il commissario all'uscita dall'udienza in una situazione societaria «compromessa e complicata».  La presentazione del concordato, anche se ampiamente attesa, non è una buona notizia per i tanti creditori chirografari anche se il commissario ha sottolineato come «sta facendo di tutto per strigare la matassa nel miglior modo possibile» ma, viene da interpretare le sue parole, fare miracoli è impossibile.  «Sarà un concordato con vendita di beni - ha spiegato il commissario Inzitari - perché Btp ha crediti soprattutto nei confronti della controllante Bf e con la società alberghiera e l'immobiliare del Gruppo. Questo significa che i crediti sono garantiti dagli immobili e la situazione del mercato non dà sicurezze sui tempi e le quote di liquidazione di questi beni».  «I creditori - dice chiaro il commissario - dovranno quindi, purtroppo, abituarsi all'idea che i flussi di entrata avranno una dinamica temporale lunga».  Gli immobili inoltre sono stati utilizzati dalla precedente amministrazione in modi diversi e molti sono ipotecati, perfino le azioni sono state date in pegno».  Il commissario non dice quali saranno le percentuali del concordato ma avverte che «la sforbiciata sulle aspettative di recupero dei creditori sarà ingente».  Per quanto riguarda i debiti verso lo Stato si sta lavorando per arrivare a un accordo di transazione fiscale, utilizzato rarissimamente fino ad oggi, per vedere di contenere l'esposizione e scadenzare il rientro sulla base di quanto previsto dalla 182ter.  Inzitari non si nasconde dietro a un dito.  «L'amministrazione del tribunale - commenta - ha consentito di pagare gli stipendi ai dipendenti, di far andare avanti i cantieri e quindi di poter cedere la parte pubblica. Questa è una società che avrebbe dovuto chiudere già molto tempo fa. Adesso tenerla più o meno in vita, con la cessione della parte pubblica, serve a salvare almeno gli interessi dei committenti, i posti di lavoro nei cantieri. Rimane il problema dei creditori chirografari della parte privata anche se fortunatamente sono un numero inferiore rispetto a quelli di parte pubblica».

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di Redazione web