Il Tirreno

Prato

Quando il maxistadio planò su Prato

A destra l’immagine dello stadio nel progetto firmato dalla Valore
◗
A destra l’immagine dello stadio nel progetto firmato dalla Valore

La storia e i retroscena delle trattative fallite con la giunta Romagnoli

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. L'architetto Giovanni Valentini, 60 anni, conosceva tutti. E lo dimostra la portata degli affari immobiliari - tentati e realizzati, dal super stadio a Chiesanuova, alla Cementizia - a Prato e fuori Prato. Ma di lui, tutti, sanno poco. E' la peculiarità del personaggio Valentini, amministratore delegato della Valore, che conquista le prime pagine dei quotidiani nel maggio del 2004 con un "coupe de theatre": la presentazione al Politeama del progetto del nuovo stadio.
E' da lì che la Valore, fondata nel 1999 assieme ad una gruppo di imprenditori storici del tessile che fanno il salto nel redditizio settore edile, diventa un punto di riferimento. La kermesse al Politeama viene giudicata inopportuna: perché è a pochi giorni dal voto delle amministrative e perché il mondo politico la giudica una sorta di forzatura, in più in grado di creare troppe aspettative. Un grimadello, insomma: qualsiasi candidato avesse vinto le elezione avrebbe dovuto fare i conti con l'avveniristico stadio con centro commerciale, albergo, strutture sportive, e chi più ne ha più ne metta, della Valore. E invece no, come poi si vedrà. Ma alla presentazione del progetto - un milione di euro investiti - non manca nessuno. Dei soliti noti. A partire dai candidati sindaci: Filippo Bernocchi, Mauro Vannoni, Massimo Taiti, Marco Romagnoli, l'allora sindaco di Lucca Pietro Fazzi, per proseguire con il presidente dell'Unione industriale che, a quel tempo, era Carlo Longo, il candidato presidente della Provincia Massimo Logli, per continuare e finire con l'allora presidente della Fondazione Cassa, Roberto Cenni.  A vincere le elezioni, si sa, sarà Marco Romagnoli ed è a lui e al suo assessore all'Urbanistica Stefano Ciuoffo, che Valentini si rivolge. Per lo stadio, naturalmente, che avrebbe dovuto nascere su una parte di terreni di proprietà della Valore a Chiesanuova, proprio di fronte al cimitero, e su una parte di terreni acquisiti.  Storia complessa perché è di quei mesi (fine 2004) il primo annuncio che la Valore realizzerà sì lo stadio ma a Lucca, perchè contestualmente partono le trattative con il patron dell'Ac Prato Andrea Toccafondi, perché la voglia di stadio in città monta. C'è il partito dei favorevoli (tra i quali Taiti e l'attuale presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi) c'è il partito dei contrari: i "38 meno uno", per esempio, il think tank di architetti e non solo che scende in campo, per la prima volta, proprio per contrastare lo stadio (tra gli altri Paolo Paoletti e Roberto Vezzosi). Freddina la giunta neo nominata o almeno assolutamente convinta di dover maneggiare la cosa con estrema cautela (al lavoro sul progetto oltre all'assessore all'Urbanistica anche l'allora assessore allo Sport Aldo Milone). Periodo strano, con interferenze frequenti. Come, per esempio, una coppia di non meglio identificati intermediari di alcune squadre di calcio di serie A che si presentano a un assessore e lo allettano a dare l'ok al progettone, cercando di far leva sulla promessa di tutoraggio dei campioni della A sui giovani biancazzurri. In realtà - e questo è un retroscena - un accordo di massimo si riesce a raggiungere tra Valentini, il sindaco Romagnoli che lo incontra un paio di volte e gli assessori Ciuoffo e Milone. Il patto, per nulla scellerato, sta in questi termini: la Valore presenta il progetto da realizzare a Chiesanuova, si dimentica di qualsiasi appetito sull'area del Lungobisenzio che ospita lo stadio attuale e fa una proposta per sostenere l'Ac Prato. In cambio il Comune prende in serie considerazione le intenzioni della Valore.  Passano 24 ore e l'incartamento che arriva sulla scrivania del sindaco è così composto: dal progetto a Chiesanuova, dalla proposta sul Prato e, nell'ultima pagina, dalla richiesta «per dare equilibrio all'operazione in termini economici» di ottenere in permuta l'area pregiata di proprietà del Comune sul Lungobisenzio per valorizzarla. Ovvero costruire. «Proposta irricevibile», scandisce Romagnoli in una conferenza stampa convocata poco dopo. Progetto di stadio archiviato. E per sempre. Cri.Or. ALTRI SERVIZI ALLE PAGG. 2-3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa