Gioco
Il salotto buono del tessile che voleva diversificare investendo nel mattone
Paolo Nencioni
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Sopra, l’architetto Giovanni Valentini presidente della Valore spa3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Se c'è, o sarebbe meglio dire c'era, visti i recenti sviluppi, una sorta di salotto buono che ha messo insieme la crema dell'imprenditoria pratese desiderosa di diversificare gli investimenti dal tessile verso il mattone, questo era la Valore spa. La società è stata fondata nel luglio del 1999 e ha sede legale in via Giotto 25 nello studio del ragioniere Salvatore Li Vigni, presidente del collegio sindacale. Il "dominus" e presidente del consiglio di amministrazione è l'architetto Giovanni Valentini, 60 anni tra un mese, originario di Gualdo Cattaneo (Perugia) e da tempo trapiantato in città (abita in una villa in Giolica). Nel consiglio troviamo tre nomi noti del tessile: Franco Miliotti della Milior, Carlo Carlesi e Antonio Cipriani. Ma è dall'assetto proprietario che si capisce la portata del progetto e le ambizioni della Valore. La quota più grande, poco meno di un terzo del capitale sociale di oltre 10 milioni di euro, appartiene alla Tramil spa, società con sede a Roma il cui socio di maggioranza è lo stesso Franco Miliotti. Altre tre quote del 10% ciascuna appartengono ad altrettante società: Immobiliare Terrarossa srl, Firme spa e Delfino spa. Dietro all'Immobiliare Terrarossa c'è il socio di maggioranza Paolo Gori insieme a Giovanni Paolo Carlesi. La Firme spa è posseduta da Pietro Taddeucci sassolini insieme a Sandra Querci. Infine dietro la Delfino spa, società con sede a Biella, c'è forse il nome più importante di tutti, l'imprenditore tessile e ancora più immobiliarista Roberto Bini, formalmente socio di minoranza, insieme a cinque membri della famiglia. Un'altra società presente nel capitale di Valore è la Toscana Progetti srl, società con sede a Firenze posseduta dallo stesso Giovanni Valentini insieme a Teresa Galbusera. Per completare la compagine sociale va citata la Tema Gestioni di Bacchereti Luigi e C., una società in accomandita semplice, e la Enrico Cipriani sas di Antonio Cipriani. Gli ultimi due soci sono anch'essi due nomi molto conosciuti nel distretto tessile pratese. Si tratta di Alvaro Nesi, padre di Edoardo (ex imprenditore prestato alla letteratura e assessore provinciale), e un altro big del tessile come Ivo Vignali. Curiosamente della Valore si cominciò a parlare, nel 2003, per investimenti a Lucca e non a Prato. La società scese in campo a fianco di una cordata di imprenditori locali e alla fiorentina Beyfin per la realizzazione dei parcheggi lucchesi, un progetto che qualche anno più tardi andrà effettivamente in porto. Ma la "ragione sociale" della Valore era ben chiara ai suoi fondatori e investitori già da molto prima. La crisi del tessile cominciava a mordere in città e i più avvertiti tra gli imprenditori del settore avevano capito che non c'era tempo da perdere, era necessario investire nel mattone, come minimo per non perdere quanto accumulato negli anni delle vacche grasse del tessile. E così nacque il progetto che avrebbe potuto cambiare un pezzo di città: la costruzione di un nuovo stadio di calcio in periferia in cambio della cessione dell'area pregiata del Lungobisenzio, dove avrebbero dovuto sorgere palazzi. Un progetto che all'inizio sembrava aver incontrato i favori della giunta di centrosinistra guidata da Marco Romagnoli, ma che nel giro di poco più di un anno (dal novembre 2003 al marzo 2005) tramontò definitivamente.
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