Gioco
Gattini neonati abbandonati nei cassonetti dei rifiuti In aumento i casi di inciviltà
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Alcuni dei gattini abbandonati e portati al gattile della BogaiaL'ultimo episodio al Fabbro, i mici salvati da un passante Al gattile della Bogaia sono arrivati una settantina di cuccioli
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PRATO. Gli ultimi li hanno trovati in fondo a un cassonetto. Malconci e nascosti tra i sacchetti, destinati a morte certa appena il primo camion della nettezza sarebbe passato. Erano tre micini di circa un mese e mezzo, il cui pianto disperato ha richiamato sabato scorso, in località Il Fabbro a Vaiano, l'attenzione di due passanti. La loro accortezza li ha salvati da una brutta fine: adesso i micini stanno bene, ospiti del gattile comunale, l'Oasi felina "La Bogaia", sperando che qualcuno decida di adottarli.
E' solo una delle storie che riflettono l'escalation di abbandoni che, a cavallo tra la primavera e l'estate, diventa ogni anno una piaga di inciviltà e violenza. Micini ancora da svezzare, gettati in un cassonetto ancora con il cordone ombelicale. E come ogni anno, in questa stagione il gattile comunale, gestito con cura dalle dieci volontarie dell'associazione "Amici della Bogaia", "scoppia" di cucciolate. I piccoli pelosi da tenere sotto controllo con l'aiuto del veterinario albergano all'ultimo piano del casolare di proprietà comunale, in attesa che qualcuno passi a prenderli per farli crescere in una famiglia. Ce ne sono una settantina, considerando anche i piccolissimi in allattamento che una coppia di volontari, Loris Bardazzi e Catia Cioni, accudisce provvisoriamente a casa. Può capitare in questo periodo di insospettirsi sentendo miagolare nei paraggi di un cassonetto: poche settimane fa un'intera cucciolata di sette gattini bianchi e rossi è spuntata da una scatolone di cartone accanto a un bidone della spazzatura tra Seano e Poggio. I ragazzi che se n'erano accorti si sono presi cura delle bestioline finché hanno potuto, per poi contattare la Bogaia tramite il sito del Comune. «Molti ritrovamenti - denuncia la responsabile del gattile, Anna Maria Marchettini - avvengono nelle zone limitrofe di Prato. Purtroppo è ancora diffusa l'abitudine a far partorire le gatte in casa senza averle sterilizzate. Ultimamente alcuni proprietari, complici le difficoltà economiche, rinunciano a farlo perché non se la sentono di affrontare una spesa di 120-130 euro. Se si verificano questi problemi, possono rivolgersi a noi: cercheremo di trovare, per quanto possibile, una soluzione». Sono quasi duecento i felini che si fanno compagnia dentro il casolare rustico del gattile, una delle poche realtà in Italia. «Non siamo una pensione degli animali - puntualizza Anna Maria - la struttura non deve essere una scusa per parcheggiare l'animale». E per l'assessore comunale ai Diritti degli animali Dante Mondanelli, un'arma efficace contro la proliferazione di gattini a rischio di abbandono sono le campagne annuali di sterilizzazione anticipata nelle 800 colonie feline che Prato si ritrova (a carico dell'Asl). «L'ho voluta introdurre all'inizio del mio mandato perché serve a contenere l'arrivo di altri gatti che vanno poi mantenuti, ottimizzando così i costi».
E' solo una delle storie che riflettono l'escalation di abbandoni che, a cavallo tra la primavera e l'estate, diventa ogni anno una piaga di inciviltà e violenza. Micini ancora da svezzare, gettati in un cassonetto ancora con il cordone ombelicale. E come ogni anno, in questa stagione il gattile comunale, gestito con cura dalle dieci volontarie dell'associazione "Amici della Bogaia", "scoppia" di cucciolate. I piccoli pelosi da tenere sotto controllo con l'aiuto del veterinario albergano all'ultimo piano del casolare di proprietà comunale, in attesa che qualcuno passi a prenderli per farli crescere in una famiglia. Ce ne sono una settantina, considerando anche i piccolissimi in allattamento che una coppia di volontari, Loris Bardazzi e Catia Cioni, accudisce provvisoriamente a casa. Può capitare in questo periodo di insospettirsi sentendo miagolare nei paraggi di un cassonetto: poche settimane fa un'intera cucciolata di sette gattini bianchi e rossi è spuntata da una scatolone di cartone accanto a un bidone della spazzatura tra Seano e Poggio. I ragazzi che se n'erano accorti si sono presi cura delle bestioline finché hanno potuto, per poi contattare la Bogaia tramite il sito del Comune. «Molti ritrovamenti - denuncia la responsabile del gattile, Anna Maria Marchettini - avvengono nelle zone limitrofe di Prato. Purtroppo è ancora diffusa l'abitudine a far partorire le gatte in casa senza averle sterilizzate. Ultimamente alcuni proprietari, complici le difficoltà economiche, rinunciano a farlo perché non se la sentono di affrontare una spesa di 120-130 euro. Se si verificano questi problemi, possono rivolgersi a noi: cercheremo di trovare, per quanto possibile, una soluzione». Sono quasi duecento i felini che si fanno compagnia dentro il casolare rustico del gattile, una delle poche realtà in Italia. «Non siamo una pensione degli animali - puntualizza Anna Maria - la struttura non deve essere una scusa per parcheggiare l'animale». E per l'assessore comunale ai Diritti degli animali Dante Mondanelli, un'arma efficace contro la proliferazione di gattini a rischio di abbandono sono le campagne annuali di sterilizzazione anticipata nelle 800 colonie feline che Prato si ritrova (a carico dell'Asl). «L'ho voluta introdurre all'inizio del mio mandato perché serve a contenere l'arrivo di altri gatti che vanno poi mantenuti, ottimizzando così i costi».
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