Il Tirreno

Prato

Un futuro per gli artigiani

Barbara Burzi
Marco Pieragnoli dirigente di Confartigianato
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Marco Pieragnoli dirigente di Confartigianato

La proposta di Pieragnoli: «Accantoniamo i fondi»

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PRATO. «Accantoniamo le risorse per il futuro». Questa la proposta relativa al progetto artigiano che arriva da Marco Pieragnoli, responsabile dell'area sviluppo economico per Confartigianato Imprese. Il termine ultimo per la presentazione delle domande scadrà il 27 giugno. Il progetto prevede una serie di misure speciali per gli artigiani che sono stati costretti a chiudere le aziende tra il 2008 e il 2010 a causa della crisi. La Provincia ha prorogato la scadenza al 27 di questo mese per dare l'opportunità a chi ancora non lo avesse fatto di inoltrare la domanda. «Oltre il 60% delle domande inoltrate è stato presentato alla prima scadenza - osserva Marco Pieragnoli - ma visto che c'era ancora disponibilità di risorse, la Provincia ha ritenuto opportuno una proroga. Da parte nostra, come associazione è stato fatto un grande lavoro di sensibilizzazione».  Obiettivo del progetto che punta alla riconversione professionale, è quello di fornire uno strumento che serva a dare una risposta concreta al sistema della micro impresa. E' in questa logica che il progetto, frutto della collaborazione tra associazioni artigiane e Provincia, mette a disposizione un plafond di 500.000 euro del Fondo sociale europeo, di cui 400.000 riservati agli artigiani per tirocini e servizi e altri 100.000 per la gestione del progetto. «Allo stato attuale - spiega Pieragnoli - questo strumento è l'unica risposta possibile per i lavoratori artigiani fuoriusciti dal mondo del lavoro. Al di là di questo, per sua stessa natura l'imprenditore artigiano è portato a ingegnarsi e a trovare nuove soluzioni per tornare a fare impresa».  Lo dimostra il fatto che nel frattempo, i potenziali richiedenti sono diminuiti: «Qualcuno ha trovato lavoro come dipendente - fa notare il responsabile dell'area Sviluppo economico di Confartigianato - qualcun altro è andato in pensione e altri ancora hanno deciso di costituire nuove imprese precludendosi la possibilità (com'è giusto che sia visto che potranno contare su qualche altra forma di reddito) di usufruire di queste misure speciali. Perciò, se non si dovesse raggiungere la quota massima di domande per arrivare all'esaurimento del finanziamento messo a disposizione, propongo l'accantonamento delle risorse nel tentativo di sviluppare nuove risposte in futuro». Il progetto in corso prevede oltre ai tirocini con indennità (670 euro mensili per un massimo di sei mesi) la possibilità di tornare a fare impresa attraverso l'erogazione di servizi reali, quali consulenze tecniche in materia fiscale e gestionale. I destinatari sono sono i titolari d'impresa artigiana e i loro collaboratori familiari.

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