Finanza
Le sciarpe come traino dei tessuti
Alessandro Pattume
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Un momento di Pitti Uomo Riela: «Molti clienti sono attratti dagli accessori»
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FIRENZE. Cosa succede se uno storico lanificio pratese decide di buttarsi nel campo degli accessori? Succede, come dimostra lo stand del Lanificio Lamberto a Pitti Uomo, che le sciarpe attraggono clienti diversi che però finescono inevitabilmente per interessarsi pure ai tessuti. E soprattutto, accade anche il contrario. E' solo una delle nuove strade che portano a nuovi mercati e una ripresa che guarda all'estero con grande ottimismo. E c'è ancora più soddisfazione se tutto è nato per caso. «E' stato un nostro cliente, qualche anno fa, a farci venire l'idea di buttarci sulle sciarpe - racconta il titolare Raffaele Riela presentando la sua L3 (LambertoLifestyleLab) - è venuto tutto quasi per caso. L'idea delle sciarpe, dei foulard fatti con i nostri tessuti ci è piaciuta subito, ed eccoci qui per il terzo anno consecutivo con la convinzione che la cosa sembra funzionare davvero, anche per un lanificio. Certi clienti tedeschi - aggiunge Riela - sono venuti da noi perchè interessati alle nostre sciarpe, ma poi sono tornati a casa con le sciarpe e anche con i nostri tessuti». La terza partecipazione a Pitti Uomo segna con ogni probabilità il passaggio della L3 da esperimento a realtà in ascesa nel campo degli accessori. L'azienda di Riela non ha infatti più intenzione di fermarsi, visto anche che in un anno il suo contributo al fatturato complessivo del lanificio è quasi raddoppiato, passando dal più 13 per cento del 2010 al più 30 per cento dei primi sei mesi di quest'anno. «In questa edizione presentiamo anche il prototipo di una linea di k-way foderati con i nostri tessuti più belli - spiega infatti il titolare - e per l'inverno stiamo studiando altre possibilità come l'utilizzo dei nostri tessuti per la realizzazione di borse o anche di cappelli. Insomma, le idee non mancano». Le idee, appunto. Sembrano proprio loro le chiavi per il futuro della tradizione tessile pratese. «La nostra tradizione, il background e il know how pratese pagano sempre, così come ovunque nel mondo paga il marchio made in Italy - aggiunge Raffaele Riela - per questo il nostro marchio si presenta come un contenitore di idee e prodotti attraverso cui cercare nuovi mercati. Alcuni li abbiamo trovati e li contiviamo, ad altri stiamo lavorando con convinzione». Germania, America e Giappone i mercati dove è sbarcato il marchio L3. Senza dimenticare l'Europa, il vero obbiettivo dell'azienda montemurlese, che tra l'altro ha aperto recentemente un corner all'interno di uno dei negozi più prestigiosi di Cannes. E' il terzo dopo quello aperto a Prato dentro l'Opificio Jm di John Malkovich e nel "Flow Store" di Firenze.
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