Il Tirreno

Prato

La Russia non è poi così lontana

Ilenia Reali
Da sinistra Mirko Brogioni, Riccardo Mari e Ettore Cardelli
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Da sinistra Mirko Brogioni, Riccardo Mari e Ettore Cardelli

Riccardo, 27 anni, si è trasferito a Mosca e lavora per Montezemolo

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 FIRENZE. Amava comprare i suoi vestiti nel negozio pratese di Montezemolo. Proprio dove spesso c'è anche il titolare dell'azienda, Lorenzo Guazzini. Una parola oggi, una parola domani finché il ventisettenne pratese Riccardo Mari, con un contratto da commerciale estero in scadenza, gli ha chiesto: «Ma un lavoro per me ce l'avresti». E' da questa domanda che è cominciata la nuova vita di Mari. Guazzini infatti ha risposto: «Sì ma a Mosca». Poteva essere una battuta e invece Mari ha risposto con un «mi potrebbe interessare».  Riccardo Mari da febbraio si è trasferito a Mosca dove segue i due negozi dell'azienda pratese insieme a un coetaneo Mirko Brogioni che, come lui ha lasciato la Toscana, per trasferirsi in Russia. Per Mirko era una strada già più tracciata «ho studiato russo alle superiori e ho fatto la scuola per interpreti».  Mirko parla correttamente il russo e vive lì da 4 anni, ha insegnato all'università e poi è approdato da Montezemolo. Per Riccardo è stata invece una scommessa vera e propria. Sa l'inglese ma a febbraio del russo non conosceva nemmeno una parola. Comincia oggi a destreggiarsi in quel difficile mondo dove anche i cartelli stradali sono incomprensibili.  Riccardo aveva voglia di mettersi alla prova. «Uno dei momenti più difficili, in assurdo, è stato quando con il direttore commerciale Ettore Cardelli sono uscito dall'aeroporto. Una volta che si sono aperte le porte mi sono trovato a meno 25 gradi con la neve altissima e un vento gelido. Mi sono detto "ma dove cavolo sono venuto". Poi mi sono fatto coraggio, e tra mille difficoltà, mi sono ambientato».  Ora il suo lavoro lo gratifica. Riccardo sta investendo su se stesso e si occupa di tutta la parte creativa dei negozi mentre Mirko, grazie alla conoscenza della lingua, segue tutta la parte amministrativa.  «Ora mi piace molto questo lavoro. Vivo in un appartamento da solo e sto cominciando a conoscere questa realtà difficile». Racconta facendo ridere tutti i suoi colleghi della prima giacca venduta. «Il commesso, un russo, era uscito a mangiare qualcosa - dice - ed io ero rimasto solo in negozio. E' entrato un cliente che mi ha chiesto di provare una giacca. L'ho capito perché me l'ha ripetuto a gesti. Se l'è messa e me l'ha resa. Io pensavo me la restituisse ed invece il cliente è andata a riprendersela dagli scaffali e tirando fuori il portafoglio mi ha fatto capire che la voleva».  E' stato il primo piccolo successo. Poi di giacche ne ha vendute altre. «Grazie al fatto che ho imparato il russo in modo sufficiente a capire e a farmi capire dai clienti che, a differenza di altri paesi, si sforzano se trovano uno straniero di instaurare un rapporto. Cercano di parlare altre lingue e dove non arrivano usano i gesti. E questo atteggiamento dei russi mi piace moltissimo».  Mari, con esperienze di commerciale in aziende come il biscottificio Mattei, è molto portato nell'instaurare i rapporti con i clienti ede è questo che ha conquistato Guazzini. «Con questo racconta - commenta l'imprenditore - penserete che sono un pazzo ma invece ho visto in Riccardo delle potenzialità ed ho deciso di dare a lui quest'occasione di crescita consapevole di farlo anche per la mia azienda e del fatto che lì ci sarebbe stato comunque Mirko a dargli una mano».

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