Sicurezza
Al centro delle indagini un terreno edificabile il cui valore è lievitato da 3 a 60 milioni di euro in due anni
Evasione, retata di immobiliaristi
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La sede della Tredil A sinistra Orazio Ferrari già vice presidente della Roscer Decapitata la Tredil di Pratocity, ecco i retroscena dell'inchiesta romana
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PRATO. Ha decapitato la società immobiliare proprietaria di Pratocity l'inchiesta della Procura di Roma che ieri ha portato all'arresto di 46 persone accusate a vario titolo di aver costituito un'associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale, al riciclaggio, alla bancarotta e alle false fatture. Del nutrito gruppo che mette insieme il presidente della Confcommercio di Roma e Renato D'Amore, meglio noto come Sandrino "il mazzulatore" di "Eccezziunale veramente", fanno parte anche Carlo Rosano e Pietro Cervasio, rispettivamente presidente del cda e consigliere delegato della Tredil di via Valentini. Si tratta di una importante società immobiliare con sede in via Valentini 7, nel complesso di Pratocity. In realtà gli inquirenti sono partiti da un'altra società, la Roscer Investimenti srl, con sede allo stesso indirizzo, già cessata nel 2004 e incorporata nella Tredil di Rosano e Cervasio, il primo residente a Firenze, il secondo a Montelupo Fiorentino. L'ipotesi alla base dell'inchiesta è che l'associazione a delinquere si fosse specializzata nel trasferimento all'estero (grazie a prestanome bulgari, rumeni, inglesi e cinesi) di società in stato prefallimentare per evadere le tasse. Secondo i calcoli del Nucleo di polizia valutaria della Finanza, ammonterebbero a 208 milioni di euro (98 in contanti, 110 in immobili) i beni distratti. Stando agli inquirenti, il meccanismo conisteva nello svuotare la parte attiva delle società, che poi venivano cedute a prestanome, trasferite all'estero e cancellate dal registro delle imprese italiano per evitare le procedure fallimentari. Per quanto riguarda il filone pratese dell'inchiesta, Rosano e Cervasio, insieme a Orazio Ferrari (presidente della Pistoiese, già vicepresidente del cda Roscer) e ad altri soggetti, sono accusati di appropriazione indebita per essersi appropriati di 17.751.000 euro a danno della società Conad del Tirreno lucrando su un terreno edificabile a Montopoli Valdarno (Pisa). Questo terreno, sul quale poi sorgerà un magazzino Conad, ha una storia veramente singolare. Nell'aprile del 2004 vale poco più di tre milioni, poi entrano in scena una serie di società che secondo gli inquirenti servono soltanto a far aumentare fittiziamente il valore: tra queste la Viareggio Immobiliare e la Logistica Valdarnese, di cui sono titolari effettivi Carlo Rosano, Pietro Cervasio, l'avvocato pistoiese Andrea Baldi e Luigi Minischetti, già presidente del Banco di Lucca. Il terreno passa dalla Viareggio Immobiliare alla Logistica, poi alla Commerciale Donau di Roberto Celli, poi a Conad. Siamo nell'aprile del 2006 e il valore supera già i 50 milioni. Infine la Conad cede terreno e magazzino alla Locafit per 60 milioni più Iva. La mela marcia dentro Conad, secondo la Procura, era Silvano Ferrini, che avrebbe avallato tutte le operazioni. La Tredil di via Valentini avrebbe poi ricevuto bonifici per quasi 8 milioni di euro nel luglio 2005 «al di fuori di ogni giustificazione economico-aziendale» scrive il gip. Paolo Nencioni SERVIZI ALLE PAGG. 2 E 3
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