Finanza
Una città divisa in due
Votanti: alla Pietà e a Filettole meno del 30% A Maliseti, Tobbiana e La Querce oltre il 70%
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PRATO. E' una città ancor più divisa di quella di due anni fa quella che esce dalle urne dei quattro referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento. Non tanto sul risultato generale, che è quanto di più chiaro si potesse attendere, con un'affluenza media del 60,38% e un plebiscito per il sì; quanto per le differenze di votanti tra una zona ampiamente maggioritaria dove è stato ottenuto il quorum e un'isola dove si è rimasti lontani anni luce. In altre parole, ci sono stati seggi come a Maliseti, Tobbiana, Mezzana e La Querce dove l'affluenza è stata tra il 70% e l'80% e poi ci sono seggi come a Filettole e alla Pietà dove ha votato meno del 30%, mentre alla Castellina ci si è fermati tra il 30% e il 40%. Due città che hanno sensibilità agli antipodi sui temi oggetto del referendum e più in generale sull'orientamento politico. Nulla di nuovo sotto il sole. Castellina e Pietà sono serbatoi elettorali del centrodestra che aveva esplicitamente snobbato il voto, per usare un eufemismo, e hanno votato (o meglio, non votato) di conseguenza. Forse però non ci si aspettava questo scarto così grande. L'unica altra sezione in cui non si è raggiunto il quorum è una di via Pistoiese a Chinatown, anche questa diventata favorevole al centrodestra per via dell'ostilità verso la comunità orientale. Un altro dato che spicca è la quasi totale assenza di voto "ragionato". Vale a dire che sono stati pochissimi, meno di 30 (pari allo 0,02%), quelli che hanno preso la scheda sulle tariffe dell'acqua e non quella sulla privatizzazione del servizio idrico. Quanto al voto complessivo nella provincia, c'è una curiosità matematica: la percentuale dei votanti registrata a Prato (60,38%%) e identica al centesimo alla media provinciale, visto che la bassa affluenza di Cantagallo, Carmignano e Poggio a Caiano (rispettivamente 58,22, 58,56 e 58,40) è stata esattamente compensata da Vaiano e Vernio (rispettivamente 64,2% e 62,83), mentre Montemurlo si è attestato sul 60,13%. In totale sono stati 110.647 i cittadini residenti in provincia che hanno risposto all'appello del voto, un risultato abbastanza sorprendente in un caldo fine settimana di giugno. P.N.
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