Gioco
A Palazzo Vestri non si entra e neppure in molte chiese. Il 90% delle botteghe non è accessibile
La dura vita di un disabile in città Uffici pubblici, scuole e negozi vietati
Alessandra Agrati
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A sinistra, Palazzo Vestri inaccessibile Sopra, lostacolo ghiaia al liceo Rodari 4 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Oggi è la 31ª giornata dei diritti sociali e a Prato si celebra anche evidenziando le molte barriere architettoniche presenti in città e i pochi successi ottenuti. Umberto Materassi, disabile da dieci anni in seguito a un incidente in moto, Fabio Baldi, responsabile del centro dei diritti del malato e a Andrea Logli, autista della Misericordia sezione servizi sociali, sono le guide di un tour per le vie della città per scoprire quanto sia difficile muoversi per i diversamente abili. Prima tappa al liceo psicopedagogico Rodari, edificio nuovo, nel quale all'interno sono state rispettate tutte le norme per l'accesso dei disabili. Ma all'esterno i progettisti se ne sono dimenticati. Ogni mattina i volontari delle associazioni accompagnano a scuola i ragazzi passando dall'accesso riservato che si apre su via Galcianese. Il primo tratto di strada è asfaltato, ma dopo pochi metri inizia un pezzo bianco. «Dopo essermi impantanato per alcune volte - spiega Logli - ho chiesto che la strada fosse risistemata e hanno messo la ghiaia, ma i problemi non sono risolti». Quando, dopo numerose manovre a causa delle macchine parcheggiate ovunque, il pulmino della Misericordia arriva davanti all'ingresso della scuola, inizia il bello. «Con la pioggia - continua Logli - sia l'operatore che il ragazzo trasportato si bagnano, poiché manca una pensilina. Inoltre la ghiaia che è utile per non far arenare il pulmino, blocca completamente le ruote della carrozzina; bisogna procedere a retromarcia trascinando la sedia a rotelle». Il giro continua nelle vie del centro dove la situazione è ancora più difficile. Prima tappa palazzo Vestri, sede dell'ex Apt, dove la rampa di accesso si trova all'interno di un cortile che è anche l'uscita di sicurezza del bar. Materassi sale sulla rampa - oggi il cancello è aperto ma non sempre si è così fortunati - arriva in cima e accanto alla porta non c'è il campanello. Inoltre la rampa non è centrata rispetto all'ingresso, così la carrozzina non ci passa. «La domenica - spiega Baldi - l'ufficio del turismo è aperto, il cancello è chiuso e chi volesse avere informazioni sulla città non le può avere. O meglio, l'unica informazione che ha è che la città di Prato non dà il benvenuto ai disabili». Seconda tappa, piazza del Duomo, dove fra una lastra e l'altra del pavimento ci sono dei solchi in cui la ruota della carrozzina si incastra. Per caso passa la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi e Materassi ne approfitta: «Per arrivare all'ufficio protocollo della Provincia c'è una rampa troppo ripida per noi, inoltre nel negozio dei prodotti tipici non è possibile entrare, infine i locali riservati alle mostre sull'angolo di piazza delle Bigonce non hanno la rampa per i disabili». La vicepresidente prende nota e promette di verificare le segnalazioni. Intanto la comitiva prosegue verso via Garibaldi dove il 90% dei negozi non è accessibile, tra questi anche la libreria Feltrinelli. Idem il teatro Politeama. «Chi come me si trova sulla sedia a rotelle - dice Materassi - non è neppure libero di scegliere il negozio in cui fare la spesa. Sono i negozianti che non ci vogliono, e meno male che ci sono i centri commerciali che sono a norma». Non in regola anche la basilica delle Carceri e San Domenico. Uscendo dal centro, Materassi, che fa parte dell'Associazione toscana paraplegici, segnala due grosse criticità: la pista ciclabile Maliseti-cimitero Chiesanuova e il sottopassaggio. «La pista è stata risistemata - spiega - ma in termini di sicurezza non è cambiato nulla, anzi il tracciato è stato ridotto e costringe i pedoni a schiacciarsi contro il muro per evitare le macchine. Ma noi come facciamo?». Il sottopasso invece ha una rampa troppo ripida e le misure non sono a norma, inoltre mancano le piattaforme dove fermarsi per riposare. Il tour si conclude con un accenno agli autobus; su 400 fermate solo 70 sono a norma. «L'assessore Pieri si era impegnata ad intervenire - spiega Materassi - In realtà ha ripreso una vecchia idea dell'assessore Bruscia di utilizzare i taxi con uno sconto di 3 euro, ma i restanti 5,50 euro sono a carico del disabile». Per quanto riguarda la Lam, Materassi che vive a Maliseti, fa notare che per venire in centro la fermata è attrezzata, ma una volta salito l'unica dove può scendere è in piazza delle Carceri, mentre al ritorno la fermata del cimitero (in direzione Montemurlo) non è attrezzata: «Così dovrei arrivare al capolinea e poi tornare indietro».
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