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LASTENSIONE
Il sindaco non vota e spiega perché
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PRATO. Anche il sindaco Roberto Cenni ha fatto la scelta dell'astensione e non è andato a votare. «Quesiti complessi quelli sull'acqua - è il giudizio di Cenni - per i quali non si può rispondere un sì o no. Per questi motivi: perché la privatizzazione in Toscana esiste già dal 2003 ed è stata fatta proprio dai proponenti dei quesiti referendari. Che ora dovranno trovare soluzioni. Senza contare che l'indicazione degli affidamenti con gara a evidenza pubblica è venuta dall Europa». Sulla questione tariffe Cenni è preoccupato: «Ora si rischia il blocco dei piani di investimento dei privati. Senza la remunerazione del capitale al 7% abrogata col referendum mi chiedo chi farà gli investimenti. Si apre un problema molto grosso e da affrontare immediatamente». Lo stesso dicasi per il nucleare: «Che comporta dei rischi, non c'è dubbio - dice Cenni - ma prima di dire un no secco sarebbe stato necessario studiare le alternative all'attuale approvvigionamento energetico». Infine il legittimo impedimento: «E' diventato un quesito solo su Berlusconi, invece io sono d'accordo che qualsiasi sia la persona che ci governa, possa avere garanzie sul fronte della giustizia. Così si fa in tutta Europa».
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