Il dolore
Festa in piazza per la vittoria
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La festa in piazza del Comune per la vittoria referendaria La sinistra: «Ha vinto l'onestà. E' una spallata a Berlusconi»
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PRATO. Mischiati ma non troppo, i vincitori del referendum ieri pomeriggio in piazza del Comune. Giovani, comitati, Pd e Idv, sinistra non solo ecologista. Capannelli spesso omogenei. Ma tant'è, è festa vera: per l'aver superato il 60% di affluenza alle urne in una città governata al Comune da due anni dal centrodestra, per aver dato, col voto, un'ulteriore spallata al centrodestra berlusconiano. Perchè la lettura dei risultati, non c'è dubbio, qualsiasi capannello si frequenti, è politica. E mentre Idv stappa lo spumante e lo offre al centinaio di persone che si sono date appuntamento davanti al Palazzo, mentre le bandiere dei partiti (Idv, Pd, Sel, Federazione della sinistra) sventolano, qualche conto si fa già. E il risultato è uno solo: a votare per i referendum, anche nella Prato della giunta Cenni, una buona fetta di centrodestra c'è andata. E il primo a sottolinearlo è il segretario di Idv Salvo Ardita: «Ha vinto la società civile, quella che chiede pulizia e onestà. Esigenze evidentemente sentite anche da chi non si rispecchia nei valori del centrosinistra». Alla spicciolata in piazza del Comune arrivano tutti i visi noti della città, quella politica ovviamente. Strette di mano, sorrisi larghi. C'è anche la segretaria Pd Ilaria Bugetti che regge l'asta della bandiera. «Il messaggio degli italiani e dei pratesi è chiaro: chi ci governa - dice - lo deve fare in piena onestà e se manca deve passare al vaglio della giustizia». Evidenzia «l'affluenza straordinaria» e la valenza di «grande spallata al governo, la seconda in due settimane. La gente - dice - chiede la politica ma quella vera. Questo risultato si è ottenuto grazie a tutti, ma soprattutto ai tanti giovani che sono tornati a votare e questo è il segno - aggiunge - che qualcosa anche qui è cambiato. E noi del centrosinistra siamo pronti a raccogliere le istanze». Bugetti rilancia l'idea di un patto per i giovani: «Per il loro futuro perchè hanno bisogno di politiche, di strumenti e di opportunità che il governo cittadino, prepotente e arrogante, non riuscirà a garantire». Anche per il capogruppo del Pd in Comune Massimo Carlesi il dato «è il ritorno al voto del mondo giovanile e la vittoria incontestabile del popolo». Lapidario Marco Monzali: «Prima Milano, oggi il referendum, domani Prato». La battuta è dell'onorevole Antonello Giacomelli: «Ripeto quello che ho scritto su Facebook: tra i giaguari cresce a vista d'occhio la tendenza a farsi smacchiare». Mentre sono l'ex segretario Pd Bruno Ferranti e il segretario Cgil Manuele Marigolli a ribadire che «il vento è cambiato». In piazza passano, si fermano un attimo e proseguono, i tre esponenti pratesi di Fli: Riccardo Bini, Francesco Lo Russo, Maurizio Bernocchi. Tutti e tre sono andati a votare e tutti e tre hanno votato sì al legittimo impedimento. C.O.
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