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Prato

Com'è strana Prato vista da Oxford... «Xenofobia dannosa»

Alessandra Agrati
Com'è strana Prato vista da Oxford... «Xenofobia dannosa»

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 PRATO. Da Oxford un osservatorio sulla politica italiana con una particolare attenzione al distretto di Prato. Giovanni Gruni, che sta frequentando il dottorato in Diritti umani e commercio internazionale nella prestigiosa università inglese, insieme ad altri sette italiani ha fondato la Fonderia, un laboratorio che ha come obiettivo primario lo scambio di opinioni e la creazione di competenze.  «A Oxford - spiega Gruni - la comunità italiana è molto vivace, ma soprattutto in molti siamo preoccupati per l'immobilismo in cui si trova il nostro paese, da qui l'idea di creare questo laboratorio, aperto a tutti, e trasversale ad ogni disciplina». Del gruppo, infatti, fanno parte economisti, laureati in legge in scienze sociali, ma anche fisici che hanno coniato il nome, Fonderia, per sottolineare come in Italia gli elementi ci sono, ma vanno fusi e fatti reagire in modo diverso.  In questo progetto a costo zero e sostenuto dall'Università di Oxford (il prossimo anno i ricercatori saranno riconosciuti come associazione universitaria) c'è un mini-osservatorio anche su Prato.  «E' un progetto pilota quello che riguarda il nostro distretto - spiega Gruni - L'idea è infatti che ciascun membro della Fonderia possa intessere relazioni con gli attori del territorio da cui proviene».  Tre le sfide che secondo il dottorando pratese bisogna affrontare; aumentare la competitività, vincere la lotta contro il razzismo e la xenofobia e riportare la legalità. «Le ondate di xenofobia e di razzismo che hanno attraversato la città - spiega Gruni - non sono solo un sintomo di degrado culturale, ma anche di un danno d'immagine economico. La xenofobia ci rappresenta come una società rozza e retrograda».  Il ragionamento di Gruni si fonda su un confronto anche con altri ricercatori stranieri provenienti da diverse realtà. «A differenza di quanto avviene in Italia - spiega - all' estero ci sono le strutture per poter avviare confronti, sviluppare nuove idee e vedere la globalizzazione come un fenomeno positivo».  Sicuramente la Fonderia ha una visione particolare della politica proprio perché la vede da fuori, ma per realizzare i progetti è necessaria la collaborazione di chi vive sul territorio.  «Il nostro obiettivo - precisa Gruni - è di coinvolgere tutti, dalle istituzioni ai singoli cittadini. Voglio sottolineare che non siamo assolutamente un'élite, un gruppo dove si discute e basta, siamo piuttosto un luogo di confronto, aperti a qualsiasi input esterno». (https://sites.google.com/site/fonderiaoxford/home fonderia.oxford@gmail.com)  Intanto Gruni riparte per Oxford, dove lo aspettano altri tre anni di dottorato. «Mi sono laureato alla facoltà di Giurisprudenza a Firenze e volevo studiare la globalizzazione, pertanto l'unica alternativa è stata quella di partire e lasciare l'Italia. Non voglio cadere nel solito cliché dei cervelli in fuga, ma vorrei sottolineare che l'Italia avrebbe le risorse umane per far ripartire la ricerca, ma evidentemente non è una priorità».

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