Sicurezza
Gli “scherzi” del quorum: nel 2009 i votanti furono il 52% ma in Italia ci si fermò sulla soglia del 23%
Oltre 135mila chiamati a votare
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Seggi aperti oggi e domaniUffici comunali aperti per rifare tessera elettorale e carta d'identità
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PRATO. «Ma c'è il quorum?». E' questa la domanda del giorno. Intorno al 50% più uno degli aventi diritto al voto ruota infatti la risposta sulla consultazione referendaria che si tiene oggi e domani. Soltanto se si raggiunge il quorum il referendum abrogativo viene ritenuto valido. La vittoria dei sì o dei no, quindi, può rivelarsi del tutto inutile in assenza di quorum.Ma come è andata in passato? In Italia il quorum l'ultima volta è stato raggiunto nel 1995 quando i quesiti refendari erano dodici (privatizzazione della Rai). La percentuale dei votanti fu del 57%. Dal 1974, referendum sul divorzio, ad oggi gli elettori sono stati chiamati alle urne 16 volte per esprimersi su 66 quesiti di tipo abrogativo. In cinque casi su tredici non si è raggiunto il quorum. Nel 1989 e nel 2001 si sono tenuti due referendum confermativi (non occorre il quorum). L'affluenza più alta (87,7%) è stata toccata nel referendum sul divorzio, il che è più che comprensibile tenendo conto dell'importanza del tema, seguito da quello sull'aborto (81%) e la più bassa in quello sulle modifiche della legge elettorale nel 2009 (23,3%). I referendum a Prato. Nel più recente, quello del 2009, si votava su tre quesiti: il premio di maggioranza alla lista più votata (Camera e Senato), candidature multiple. A Prato votò il 52,51%. In Italia il quorum fu del 23,3%. Nel referendum confermativo (legge di modifica della parte II della Costituzione) del 2006 la percentuale dei votanti fu del 58,4%. Nel 2005 la percentuale fu del 36,4% (procreazione assistita). In Italia il 25%. Nel 2003 percentuale ancora più inferiore: 30,1% (articolo 18 dello Statuto dei lavoratori). In Italia fu del 26%. Andarono un po' meglio le consultazioni referendarie del 2001 (confermativo) col 40,9% e del 2000 (sette quesiti, tra questi la separazione delle carriere dei magistrati) col 40,5% (in Italia il 32%). Il referendum del 1999 (abolizione del voto di lista per l'attribuzione con metodo proporzionale del 25% dei seggi) ottenne il 57,8%. In Italia la percentuale fu del 49,6%. Votanti in picchiata nel 1997 quando si votava, tra l'altro, per l'obiezione di coscienza e per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti. A Prato fu il 24,9%. Meno di quella nazionale: 30%. Quando Bettino Craxi invitò gli elettori socialisti ad andare al mare, anzichè a votare, era il 9 giugno 1991 in occasione del referendum sulla preferenza unica. In Italia il quorum venne abbondantemente raggiunto: 63% (a Prato il 66%). Il voto di oggi e domani. Gli elettori dei 7 Comuni della nostra provincia sono 183.337. Gli aventi diritto a Prato sono 135.472, di cui 64.511 uomini e 70.961 donne. A Prato le sezioni sono 179. I quattro quesiti riguardano la privatizzazione dell'acqua (scheda rossa), le tariffe dell'acqua (scheda gialla), il nucleare (scheda grigia), il legittimo impedimento (scheda verde). I seggi saranno aperti domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15. Le sezioni cittadine in cui votare sono 179. Gi uffici faranno orari straordinari nei due giorni del referendum così che gli elettori residenti nel Comune di Prato possano richiedere il duplicato della tessera elettorale all'ufficio elettorale ed il rinnovo della carta di identità all'ufficio anagrafe. Entrambi i servizi sono garantiti anche nei centri civici circoscrizionali. Le associazioni di volontariato metteranno a disposizione i propri mezzi per il trasporto gratuito delle persone diversamente abili dalle rispettive abitazioni ai seggi elettorali. Al cinema con lo sconto. Oggi al cinema Terminale di via Carbonaia è previsto uno sconto sul biglietto per chi si presenterà con la tessera elettorale dopo aver espresso il voto.
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