Il Tirreno

Prato

Il cimitero delle auto

E.B.
Il comandante Pietro Conforti
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Il comandante Pietro Conforti

I cittadini protestano, i vigili si difendono «Ci stiamo lavorando, sono pratiche lunghe»

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 POGGIO A CAIANO. Nello spazio verde di via Sott'Ombrone c'è un piccolo cimitero di auto vecchie. Uno sfasciacarrozze improvvisato. Abusivo. E quel che è peggio, quasi a beffa, a pochi centimetri di distanza campeggia il cartello "divieto di discarica". I residenti hanno chiesto più volte l'intervento della polizia municipale di Poggio per la rimozione forzata dei veicoli, ma ad oggi niente si è mosso e anzi, se si vuole è persino peggiorato perchè nel tempo il numero delle auto "in pensione" è cresciuto. Ad oggi ce ne sono tre (nella foto). Una Punto, una Clio e uno Scenic. Senza targa. Ovviamente senza bollo e assicurazione e quel che è peggio con i finestrini rotti. Un particolare non irrilevante perché tra l'erba si nascondono pezzetti appuntiti di vetro che potrebbero fare male ai tanti bambini che ogni giorno frequentano gli attigui giardini.  «Siamo pronti alla raccolta firme - tuonano i residenti - abbiamo capito che telefonare ai vigili è perfettamente inutile». E ancora: «Ci chiedono di fare il porta a porta, ci multano se sbagliamo il conferimento dei rifiuti e poi ci lasciano le discariche di auto davanti alle finestre». Il comandante della polizia municipale Pietro Conforti ammette il problema e anzi chiarisce che via Sott'Ombrone non è l'unico punto dove si manifesta: «Ci sono auto abbandonate anche vicino al Penny Market e a Poggetto in piazza 1º Maggio». Ciò che respinge sono le accuse di immobilismo o di disinteresse: «Ci stiamo lavorando - spiega capitan Conforti - ma sono pratiche lunghe e ci vuole tempo. Abbiamo invitato i legittimi proprietari a rimuoverle, ma hanno fatto orecchie da mercante e procedere contro di loro è praticamente inutile. Tocca a noi dunque. Tutto a spese dello Stato. Ma non è così immediato come credono i cittadini».  Speriamo che le pratiche non siano troppo lunghe o scatterà la petizione popolare. Sperando che nel frattempo non si aggiungano altre carcasse a quattro ruote.

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