Il Tirreno

Prato

Originale museo all’istituto Dagomari

Dai calcolatori Olivetti ai moderni computer Ibm

Diego Blasi

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 PRATO. Un viaggio nella storia dell'informatica, nelle sue radici, nella sua cultura. Dai mitici calcolatori dell'"Olivetti" dei primi anni '60, pionieri della tecnologia nostrana, fino ad arrivare ai più moderni computer Ibm dei primi anni '80, egemoni nello sviluppo tecnologico fino ai giorni nostri. Tutto ciò racchiuso in un particolare museo all'interno dell'Istituto tecnico per il settore economico "Dagomari". "Museo del calcolatore" è il nome scelto dal suo ideatore e curatore, il docente d'informatica Riccardo Aliani, che ha deciso di dedicare la sua creatura alla collega e amica recentemente scomparsa Laura Tellini che, come spiega il professore, «proprio prima di andarsene ebbe parole di forte incoraggiamento e sostegno per il progetto». «Da quando insegno - spiega Aliani - ho sempre cercato un argomento che avesse potuto abbinare insieme tecnologia, storia e scienze matematiche, e i calcolatori facevano proprio al caso mio. Sono partito da un sito web che ricordava gli avvenimenti più importanti della storia del calcolo, fino ad arrivare, oggi, a ideare questo museo dove i miei studenti, oltre che vedere, possono anche usare le macchine che hanno contribuito a costruire il progresso tecnologico della nostra società». L'idea parte proprio da qui, dalla voglia di realizzare qualcosa di alternativo, con la possibilità di poter interagire con i numerosi oggetti in esposizione. Il museo è costituito da un percorso a tappe cronologiche, che parte dai primi calcolatori meccanici, prosegue attraverso macchinari elettromeccanici, arrivando poi ai veri e propri computer elettronici; ogni oggetto è inoltre corredato dal manifesto pubblicitario che lo proponeva sul mercato e il prezzo di vendita, spesso delle cifre elevatissime. «Non è stato semplice portare a termine il progetto - sottolineato ancora il professore - C'è voluto un anno di lavoro, ore e ore passate a rovistare nei magazzini della scuola tra le cose vecchie, nella soffitta di casa mia, nei mercatini dell'usato e una volta trovati tutti i macchinari, li ho puliti, rimessi in funzione e oggi sono a disposizione di chiunque. Senza il museo sarebbero andati sicuramente distrutti». Da settembre il "Museo del Calcolatore" sarà aperto al pubblico e aumenterà i suoi pezzi pregati, ancora molti dei quali in ristrutturazione. Sarà fruibile inoltre per tutte le classi dell'istituto, integrando il bagaglio delle competenze offerto dalla didattica.

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