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Prato

Rimborsi per l'alluvione Il Comune li blocca a chi non è in pari coi tributi

Rimborsi per l'alluvione Il Comune li blocca a chi non è in pari coi tributi

Squilloni denuncia la sospensione della quinta rata «È accaduto a un mio cliente che doveva pagare 700 euro»

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POGGIO A CAIANO. Bloccare i rimborsi a quegli alluvionati che non sono in pari con il pagamento dei tributi comunali. E' la strategia attuata dal Comune di Poggio a Caiano nei confronti di famiglie e ditte danneggiate dall'alluvione del 1992 che hanno dei conti in sospeso con le casse del municipio poggese. Quei rimborsi però non sono soldi del Comune, ma bensì della Regione.

L'amministrazione comunale è un semplice tramite. Eppure usa quei soldi come se fossero usciti dalle proprie tasche. Può farlo? Assolutamente no secondo il consigliere comunale de La Destra Marco Squilloni che ipotizza addirittura il reato di appropriazione indebita. A denunciarci quanto sta accadendo in municipio è proprio lui. Da commercialista si è dovuto occupare di un cliente, titolare di una ditta, a cui l'ufficio tributi del Comune ha sospeso l'accreditamento della quinta rata, circa cinquemila euro, del rimborso dovuto in attesa che regolarizzi una cartella esattoriale del 2001 per il pagamento di un tributo del 1993 di 363 euro (diventati oltre 700 dopo l'intervento di Equitalia).  Complessivamente sono una decina i soggetti coinvolti dalla vicenda.

"Il Comune è un semplice mandatario, non può ricattare i cittadini usando i soldi della Regione - afferma Squilloni - Un istituzione non si può permettere i ricatti soprattutto se è la prima a dichiarare che ci vuole dialogo. In questo periodo ho condotto un'opposizione collaborativa, non urlata sui giornali, ma davanti a questo fatto così grave non posso tacere né cercare il dialogo. Per recuperare le somme che gli spettano, il Comune poteva ricorrere ai metodi tradizionali e non certo sospendere il pagamento di una somma regionale che risarcisce un danno subito".

Il sindaco Marco Martini fa tanto d'occhi e chiarisce con estrema naturalezza che tale procedura è contenuta in una legge e che dunque non c'è stato alcun sopruso: "Si chiama pignoramento delle somme presso terzi -spiega Martini - E' la stessa cosa che si verifica quando dobbiamo pagare un nostro fornitore. Dobbiamo verificare che non abbia debiti con enti o istituzioni pubbliche, altrimenti non paghiamo finchè non regolarizza la propria posizione. Anziché scandalizzarsi per questo si dovrebbe apprezzare perché si tratta comunque di soldi pubblici e quando si parla di tasse per noi vale la regola pagare tutti, pagare meno. Tra l'altro le persone colpite dalla sospensione erano state dai noi informate del rischio che correvano con una lettera già dalla precedente rata."

E dunque basta pagare quanto dovuto al Comune, mostrare la documentazione dell'avvenuta regolarizzazione all'ufficio tributi e attendere qualche giorno per lo sblocco del rimborso.

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