La manifestazione
«Non faremo offerte per Btp»
Ilenia Reali
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Il presidente del consorzio emiliano Piero CollinaIl presidente di Ccc: «Siamo arrivati tardi, credevamo di essere in tempo»
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PRATO. L'interesse per Btp manifestato dal Consorzio emiliano delle coop rosse, Ccc, ha suscitato perplessità, polemiche, speranze. Un'attenzione per l'azienda di costruzioni tardiva (il giorno in cui era stato firmato l'accordo con i sindacati per il passaggio a Impresa) e non accettata dal commissario che non avrà seguito. Lo conferma il presidente di Ccc Piero Collina che spiega come sono andate le cose. Collina, per quale motivo avete inviato una richiesta di accesso agli atti così tardiva?
«Per mestiere lavoriamo nel ramo dell'edilizia pubblica e avevamo la sensazione che la trattativa con Impresa non stesse concludendosi. Sapevamo che altre aziende avevano mostrato interesse senza farne di niente e inconsapevoli che la trattativa fosse a quel livello abbiamo deciso di inviare la richiesta di accesso agli atti. Capisco che qualcuno possa aver creduto che volevamo creare danni all'operazione ma in realtà si è trattato di una carenza di informazioni sullo stato avanzato del rapporto con Raiola da parte nostra».
Siete ancora interessati alla due diligence? «No. Non avrebbe senso. Per fare un'offerta serve una conoscenza delle aziende dettagliata: capire quali sono i numeri, a che punto sono i cantieri. Un'analisi di questo tipo ha bisogno di tempo. Mesi. Non è un caso se Impresa ci ha guardato dentro per quasi un anno. I tempi tecnici sono normalmente molto lunghi».
Per il privato invece le trattative sono indietro. Nella lettera al commissario parlavate di ramo pubblico ma al privato sareste interessati «No. Noi lavoriamo nel settore del pubblico e di privato abbiamo solo qualcosa di marginale. Non l'abbiamo mai preso in considerazione. Ci faceva piacere conoscere la situazione nel dettaglio ma solo per tutta la parte pubblica».
Come è nato il contatto con il presidente della Regione Rossi? «E' stato solo informato che stavamo mandando la richiesta di due diligence». Posso chiederle quando è stato informato? «Andrebbe chiesto all'avvocato Bargone (l'avvocato che ha inviato la lettera ndr). E' stato lui ad avvisare. Ma credo il giorno stesso in cui abbiamo inviato la lettera».
Le difficoltà del Consorzio Etruria e il trasferimento di Btp vi fanno guardare alla Toscana con particolare attenzione? Interverrete sul Consorzio Etruria? «Il Consorzio Etruria è nostro socio e sta mettendo a punto delle soluzioni in proprio. Per quanto riguarda la Toscana ci siamo da anni. Siamo meno evidenti delle società locali ma ci lavoriamo molto. Abbiamo anche delle sedi lì». C'è quindi un interesse a prendere dei dipendenti di Btp. Personale specializzato che adesso è senza lavoro? «Non credo. Non ci abbiamo neppure pensato».
«Per mestiere lavoriamo nel ramo dell'edilizia pubblica e avevamo la sensazione che la trattativa con Impresa non stesse concludendosi. Sapevamo che altre aziende avevano mostrato interesse senza farne di niente e inconsapevoli che la trattativa fosse a quel livello abbiamo deciso di inviare la richiesta di accesso agli atti. Capisco che qualcuno possa aver creduto che volevamo creare danni all'operazione ma in realtà si è trattato di una carenza di informazioni sullo stato avanzato del rapporto con Raiola da parte nostra».
Siete ancora interessati alla due diligence? «No. Non avrebbe senso. Per fare un'offerta serve una conoscenza delle aziende dettagliata: capire quali sono i numeri, a che punto sono i cantieri. Un'analisi di questo tipo ha bisogno di tempo. Mesi. Non è un caso se Impresa ci ha guardato dentro per quasi un anno. I tempi tecnici sono normalmente molto lunghi».
Per il privato invece le trattative sono indietro. Nella lettera al commissario parlavate di ramo pubblico ma al privato sareste interessati «No. Noi lavoriamo nel settore del pubblico e di privato abbiamo solo qualcosa di marginale. Non l'abbiamo mai preso in considerazione. Ci faceva piacere conoscere la situazione nel dettaglio ma solo per tutta la parte pubblica».
Come è nato il contatto con il presidente della Regione Rossi? «E' stato solo informato che stavamo mandando la richiesta di due diligence». Posso chiederle quando è stato informato? «Andrebbe chiesto all'avvocato Bargone (l'avvocato che ha inviato la lettera ndr). E' stato lui ad avvisare. Ma credo il giorno stesso in cui abbiamo inviato la lettera».
Le difficoltà del Consorzio Etruria e il trasferimento di Btp vi fanno guardare alla Toscana con particolare attenzione? Interverrete sul Consorzio Etruria? «Il Consorzio Etruria è nostro socio e sta mettendo a punto delle soluzioni in proprio. Per quanto riguarda la Toscana ci siamo da anni. Siamo meno evidenti delle società locali ma ci lavoriamo molto. Abbiamo anche delle sedi lì». C'è quindi un interesse a prendere dei dipendenti di Btp. Personale specializzato che adesso è senza lavoro? «Non credo. Non ci abbiamo neppure pensato».
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