Il Tirreno

Prato

Clacson e urla: che notti da incubo

Maria Lardara
Le auto parcheggiate sui marciapiedi intorno al Centro Pecci
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Le auto parcheggiate sui marciapiedi intorno al Centro Pecci

Il bar-discoteca del Pecci tiene sveglio chi abita nelle case vicine

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PRATO. C'è chi balla e si diverte, e c'è chi si rigira nel letto non riuscendo, a causa dei primi, a non dormire. Notti insonni insomma per chi abita in via Sant'Andrea a Tontoli: un centinaio di cittadini che vivono nelle quattro palazzine che si affacciano sulla piazzetta dell'edicola, davanti all'ingresso retrostante del Centro Pecci, non riesce a trovare pace a causa degli schiamazzi notturni.

Nemmeno la camomilla può fare il miracolo a notte inoltrata di martedì e giovedì e, qualche volta, anche di sabato. Il viavai di avventori che gravitano intorno agli spazi estivi dell'anfiteatro Pecci è l'incubo di ogni estate per un gruppo di famiglie di via Tontoli. E dopo anni di appelli caduti nel vuoto, ora si passa alla maniere "dure" pensando a un comitato e a una petizione di firme.

«Purtroppo - denuncia Claudio Staccioli, uno dei residenti - quello che non ci fa dormire è l'inciviltà delle persone: a fine serata è tutto un succedersi di suoni di clacson, urla e schiamazzi di giovani in preda ai fumi tra bottiglie lasciate nel parcheggio».  Dura la convivenza con un bar-discoteca in mezzo alle case. «Potrei capire fosse al Macrolotto o Villa Fiorelli, ma vi sembra questo un luogo adatto per una discoteca?», si chiede Claudio. Il caos della movida notturna davanti al museo avrebbe a che vedere fino a un certo punto con i gestori del bar (lo spazio è in concessione alla società "Francesco sas").

C'è un contratto che recita chiaramente come il bar debba restare aperto fino all'una e mezza di notte di martedì e giovedì. Ma ci scappa anche la serata di animazione extra, su proposta dai gestori: iniziative che di volta in volta passano al vaglio della direzione del museo. Finora - ammettono gli stessi residenti - il clima con il Pecci è stato collaborativo: più che altro il bersaglio sembra l'amministrazione.

«Abbiamo organizzato due incontri con i residenti e i gestori del bar e, da parte nostra, invieremo un'ulteriore lettera a questi ultimi - dice la direttrice amministrativa Elisabetta Dimundo - invitandoli a rispettare alcune clausole di contratto, in primis l'orario. Per il resto, non è un problema nostro se si creano situazioni di inciviltà nell'area del parcheggio. I ragazzi del locale hanno messo il loro personale a fare sorveglianza».

Ma le famiglie sono scese sul piede di guerra, dopo aver bussato tante volte alle istituzioni. «Abbiamo chiesto di organizzare un incontro con il presidente della Circoscrizione Est - incalza Massimo Fazio a nome degli altri condomini -. Sotto le nostre case le auto sono posteggiate ovunque, in prossimità di curve, divieti di sosta e marciapiedi. La festa dopo l'anfiteatro prosegue nella piazzola del parcheggio. Ma la sicurezza non può e non deve essere di gestione privata. In questi anni ho mandato mail all'assessorato alla Cultura e all'assessorato alla Sicurezza. E quando mi sono rivolto alla polizia municipale, mi sono sentito rispondere che non hanno mezzi sufficienti per venire a controllare».

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