Finanza
Mercoledì una degustazione al laboratorio Dolcelab per sancire la rivendicata superiorità
Biscotto di Prato, diffidare dalle imitazioni
Barbara Burzi
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Un laboratorio di produzione dei biscotti di PratoUna ricerca dell'Università evidenzia l'eccellenza del prodotto dei pasticceri locali
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PRATO. Il biscottino di Prato e le sue imitazioni: dov'è la differenza? Se il "vero" cantuccino sia riconoscibile o meno rispetto ai tanti prodotti analoghi sul mercato, lo stabilirà una ricerca dell'Università di Firenze. Lo studio si concluderà mercoledì 15 giugno, al laboratorio Dolcelab, con l'ultima tappa di un percorso finalizzato a valutare le caratteristiche del famoso biscottino.
Un'iniziativa di Confartigianato Prato e del Consorzio Pasticceri Pratesi che, in collaborazione con la facoltà di Agraria e la Provincia di Prato, stanno realizzando un test per studiare le peculiarità del biscotto di Prato e salvaguardarne la ricetta originaria dalle imitazioni. «La pasticceria non è solo innovazione - afferma Massimo Peruzzi, presidente del Consorzio - ma anche salvaguardia della tradizione pratese». Oggetto della ricerca in corso sono i biscotti di undici produttori pratesi (Consorzio Pasticceri, Bellini di Carmignano, Forno Steno, Biscottificio Mattei, Biscottificio Branchetti), cinque nazionali e un francese.
Tre sono i passaggi. «Il primo - spiega la professoressa Caterina Dinnella dell'Università - consiste in un'analisi descrittiva dei prodotti da parte di un panel appositamente addestrato; nella seconda fase, la stessa analisi viene effettuata da un gruppo di esperti; mentre nell'ultima, saranno proprio i consumatori chiamati a dare una valutazione sui prodotti».
Chi è interessato a partecipare al test, può prenotarsi inviando una mail all'indirizzo f.grillo@prato.confartigianato.it. Potranno prender parte alla degustazione (il 15 giugno presso Dolcelab) fino a un massimo di 75 persone. «Prato non è più solo tessile - commenta il presidente di Confartigianato Luca Giusti - ma anche pasticceria: quest'iniziativa conferma l'interesse a portare nel mondo i nostri prodotti». Intanto cominciano ad arrivare i primi risultati che saranno ufficialmente presentati il 21 luglio in Provincia. «Il sapore di uovo e mandorle tostate - svela la ricercatrice - costituisce lo spartiacque che rende riconoscibile il biscottino di Prato dagli altri».
Ne è convinto Fabrizio Bertini, del forno Steno, che rivendica la qualità di un prodotto «a etichetta corta». «Con quattro soli ingredienti: uova, farina, zucchero e mandorle, nessun additivo». «Se ci saranno le condizioni - aggiunge il pasticcere Paolo Sacchetti - vorremmo arrivare al marchio per valorizzare il prodotto nell'ambito del nostro territorio». In questa logica rientra anche la proposta dell'assessore al Turismo Antonio Napolitano. «Vorrei che il biscottino - annuncia - fosse uno dei cavalli di battaglia delle iniziative che accompagneranno l'evento dei mondiali di ciclismo 2013».
Un'iniziativa di Confartigianato Prato e del Consorzio Pasticceri Pratesi che, in collaborazione con la facoltà di Agraria e la Provincia di Prato, stanno realizzando un test per studiare le peculiarità del biscotto di Prato e salvaguardarne la ricetta originaria dalle imitazioni. «La pasticceria non è solo innovazione - afferma Massimo Peruzzi, presidente del Consorzio - ma anche salvaguardia della tradizione pratese». Oggetto della ricerca in corso sono i biscotti di undici produttori pratesi (Consorzio Pasticceri, Bellini di Carmignano, Forno Steno, Biscottificio Mattei, Biscottificio Branchetti), cinque nazionali e un francese.
Tre sono i passaggi. «Il primo - spiega la professoressa Caterina Dinnella dell'Università - consiste in un'analisi descrittiva dei prodotti da parte di un panel appositamente addestrato; nella seconda fase, la stessa analisi viene effettuata da un gruppo di esperti; mentre nell'ultima, saranno proprio i consumatori chiamati a dare una valutazione sui prodotti».
Chi è interessato a partecipare al test, può prenotarsi inviando una mail all'indirizzo f.grillo@prato.confartigianato.it. Potranno prender parte alla degustazione (il 15 giugno presso Dolcelab) fino a un massimo di 75 persone. «Prato non è più solo tessile - commenta il presidente di Confartigianato Luca Giusti - ma anche pasticceria: quest'iniziativa conferma l'interesse a portare nel mondo i nostri prodotti». Intanto cominciano ad arrivare i primi risultati che saranno ufficialmente presentati il 21 luglio in Provincia. «Il sapore di uovo e mandorle tostate - svela la ricercatrice - costituisce lo spartiacque che rende riconoscibile il biscottino di Prato dagli altri».
Ne è convinto Fabrizio Bertini, del forno Steno, che rivendica la qualità di un prodotto «a etichetta corta». «Con quattro soli ingredienti: uova, farina, zucchero e mandorle, nessun additivo». «Se ci saranno le condizioni - aggiunge il pasticcere Paolo Sacchetti - vorremmo arrivare al marchio per valorizzare il prodotto nell'ambito del nostro territorio». In questa logica rientra anche la proposta dell'assessore al Turismo Antonio Napolitano. «Vorrei che il biscottino - annuncia - fosse uno dei cavalli di battaglia delle iniziative che accompagneranno l'evento dei mondiali di ciclismo 2013».
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