Il Tirreno

Prato

Perché sì

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 PRATO. «I cittadini devono andare a votare sì al referendum affinché la chiusura dei nostri rubinetti non sia messa nelle mani delle società per azioni che guardano al proprio profitto e non al bene di tutti». Sono le parole di Fabiana Fabbri, portavoce del comitato provinciale "2 sì per l'acqua un bene comune".  «Le ricadute della privatizzazione del servizio idrico sono l'aumento delle tariffe fino, in alcuni casi, al 300 per cento - continua - l'abbassamento del livello di manutenzione delle reti idriche e la precarizzazione dei lavoratori delle società che gestiscono i servizi, i quali si dicono molto preoccupati. Siamo anche per l'abrogazione dell'articolo 154 del Codice dell'ambiente che ha riconosciuto alle Spa che gestiscono il servizio un guadagno fisso del 7% del capitale investito. Riteniamo che sia poco etico nei confronti degli altri imprenditori e che non sia giusto speculare su un bene comune».

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