Il Tirreno

Prato

Per gli artigiani si dovrebbe fare un passo indietro e vendere insieme privato e pubblico

Cna: «Si sondi l'interesse di Ccc»

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 PRATO. E preoccupazione per il caso Btp è stata espressa anche durante il vertice Cna con le imprese fornitrici colpite dal crack Btp, per la vendita del ramo pubblico a Impresa. E, di fatto, chiedono si faccia un passo indietro. «Non possiamo entrare nel merito dei numeri - dice Fabio Mazzanti direttore della Cna di Prato - perché ovviamente non li possiamo conoscere. Una cosa però non ci convince: dalle informazioni delle nostre imprese appare chiaro che se scindiamo l'attività della Btp fra cantieri pubblici e privati, questi ultimi rappresentano il settore in maggior difficoltà e con peggiori prospettive, non fosse altro per la crisi dell'edilizia che non dà segnali di ripresa e che fa presagire molto invenduto fra le case in via di costruzione». Insomma, aggiunge Mazzanti, «se dovessimo dire che in Btp c'è un meglio e un peggio diremmo che il buono è il settore pubblico e il meno buono quello privato. Sarebbe meglio allora che i due rami di azienda fossero ceduti insieme, allo stesso compratore, garantendo così maggiori possibilità di equilibrio fra lavoratori e soprattutto fornitori dei due settori oltre che maggiori prospettive all'intera azienda. Facile risponderci che in casi come quello di Btp si fa quello che si può, ma allora la domanda è: "per quale motivo non si è fatto o non si fa di tutto per verificare fino in fondo la possibilità di una proposta di acquisizione dell'intera azienda che sarebbe emersa, anche in seguito all'impegno del presidente della Regione da parte della Ccc (in realtà nella lettera inviata a Inzitari si parla di ramo pubblico ndr), che indubbiamente è un colosso del settore e decisamente affidabile?». «Sono molti i fattori che a mio giudizio dovranno essere valutati da Commissario e giudice del Tribunale di Prato - afferma poi Anselmo Potenza presidente Cna - prima di concludere qualsiasi atto di cessione. Oltre ovviamente ai valori dell'offerta economica ed alla garanzia dei posti di lavoro, ha un senso valutare la soddisfazione dei fornitori che poi sono aziende che occupano oltre 3.000 addetti. Noi ci auguriamo che Commissario e Tribunale facciano del loro meglio per verificare fino in fondo anche le nuove opportunità».

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