Attenzione
L’acquisto di Btp da parte della società Impresa mette in difficoltà i 38 dipendenti di Calenzano
«Impossibile trasferirsi a Roma»
Maria Lardara
I sindacati preoccupati anche per il futuro degli operai dei cantieri
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PRATO. Con le spalle al muro. Prendere o lasciare. Un bel dilemma quello che in queste ore si stanno ponendo i 38 impiegati della Btp. Voltare pagina, cambiare città e datore di lavoro. Oppure rimetterci il posto, tirando il più avanti possibile con la cassa integrazione. I giochi sembrano ormai fatti all'indomani del passaggio di consegne all'ingegner Raiola, il patron della romana Impresa spa che ha firmato martedì scorso l'accordo con il commissario Inzitari per comprare il ramo appalti pubblici di Btp. «Come lavoratori ci sentiamo abbandonati, anche dai sindacati». La voce di Chiara Barresi, Rsu degli impiegati, bene riassume il clima di avvilimento che si respira in casa Btp. L'ultimo boccone amaro da digerire è la notizia che ai 38 impiegati degli uffici di Calenzano sarà chiesto il trasferimento nella sede di Impresa a Roma. L'accordo siglato da Raiola due giorni fa e illustrato prima lunedì ai sindacati dal commissario ha il sapore di una sconfitta a tavolino. «Avremmo almeno voluto incontrare prima Raiola per conoscerne le intenzioni. L'operazione è stata gestita nella più totale mancanza di trasparenza da parte di commissario, istituzioni e rappresentanze sindacali. Ci siamo trovati di fronte al fatto compiuto», incalza la Rsu. A esplodere è la rabbia di Chiara, impiegata amministrativa in cassa integrazione da dicembre: «Per molti di noi trasferirsi a Roma significherebbe lasciare le famiglie. Credo proprio che saremo in pochi ad accettare la proposta di entrare nella newco e andare a Roma. E' sbagliato far passare Raiola come il salvatore di 561 lavoratori. Gli operai dei cantieri, una volta che finiranno, verranno licenziati». Su cosa si poteva fare per evitare il passaggio alla nuova proprietà, la Cgil ha la coscienza a posto. «D'altro canto - fa notare Flavia Villani (Fillea Cgil fiorentina) - le informazioni a disposizione erano solo appannaggio del commissario». L'amaro in bocca rimane anche tra i sindacati pratesi. «Spero che Raiola acquisisca così tanti cantieri da far lavorare tutti - è il commento di Adolfo Martino della Fillea Cgil - Cercheremo la migliore soluzione possibile per chi sceglierà di passare nella newco. Anche, perché no, convenzioni con Trenitalia per favorire gli spostamenti come suggerisce lo stesso Raiola (intervista di ieri al Tirreno, ndr). Non sarebbe certo la prima volta che accade». Ma la partita di Btp non si chiude certo qui. Ci sono i creditori da risarcire (Impresa si accollerà 250 milioni di euro di debiti), e ci sono circa altri 150 lavoratori che fanno capo ai lavori privati di Btp. Che ne sarà di loro? E si parla di tre cantieri oggi bloccati a Prato (Pratilia, Galcetello e Montemurlo). In attesa che qualche imprenditore si faccia avanti per comprare l'altro segmento d'azienda, una proposta la lancia Enrico Menici della Fillea Cgil: «Meglio, rispetto a questo accordo non si poteva fare, con un'unica offerta arrivata a Inzitari. I nodi al pettine verranno domani, quando ci saremo fatti scappare dal territorio professionalità che non rivedremo più. Perché allora non mettere in piedi un piccolo consorzio che raggruppa attori pratesi e le nostre imprese artigiane, in cui tutti avremo da guadagnare e rischiare insieme?» Intanto per il 17 e 22 giugno sono previste due assemblee di lavoratori della Btp alla casa del popolo di Calenzano (dalle 14 in poi): la prima con gli impiegati, la seconda con gli operai.
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