La manifestazione
Poste, un calvario senza fine
Maria Lardara
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Ancora giorni di passione negli uffici postali Un'altra giornata campale: ore di coda per pensioni e bollettini
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PRATO. Erano rimasti a bocca asciutta, costretti a riportare a casa le multe e le bollette non pagate. E che nel frattempo, magari, sono scadute. Ci hanno riprovato ieri, sfidando la sorte e armandosi di pazienza: intere mattinate perse a peregrinare da un ufficio postale all'altro nelle speranza di capitare in quello dove la fila scorre meglio. Da cinque giorni il software centrale in tilt di Poste Italiane mette sotto scacco l'agenda quotidiana dei pratesi. E il quinto ha visto ripetersi l'incubo dei terminali che rallentano o si bloccano. Più tempo per stare in coda ce l'hanno forse gli anziani pensionati. Sempre che le pensioni, erogate a singhiozzi in questi ultimi giorni, riescano a riscuoterle. E' ancora caos ovunque, da nord a sud della città. E il titolo di sportello più lumaca se lo sono aggiudicati ieri gli uffici di Iolo e viale Montegrappa: gli impiegati di Prato 8 sono riusciti ad eseguire in una mattinata solo una decina di operazioni mentre a Iolo il miracolo sembra averlo fatto la pioggia nel primo pomeriggio. «I computer hanno ripreso alle 15 dopo che sono stati bloccati tutta la giornata», fa sapere un impiegato al telefono. Scordarsi che viaggino le macchinette. I display che scandiscono l'attesa tra un numerino e l'altro funzionano che è una meraviglia solo alle poste di via Marianna Nistri. Anche perché qui il software americano che manda in tilt il cervellone centrale non l'hanno ancora installato (forse la prossima settimana). L'ufficio di via Marianna Nistri suona come ancora di salvezza per i pratesi che di periferia. Così è stato per Daniela di Galciana che da mercoledì scorso non riesce a riscuotere la pensione della mamma. «Sono stata sia a Galciana che Iolo ma niente da fare. Ho un parente in fin di vita e non posso certo passarci due ore qui dentro». L'orologio segna le 12.32 e tocca a lei, finalmente: la donna si dirige con l'aria un po' snervata verso l'impiegato e la cartella di documenti sotto braccio. Reduce da due mattine d'inferno all'ufficio di via Garigliano, alla Chiesanuova, è il pensionato Roberto che prima di spingersi nel cuore delle mura ci ha pensato de volte. «Mi era venuto in mente di andare all'ufficio di Usella visto che di cittadini lassù ce ne saranno meno», sorride l'anziano. Ci si sposta alla sede centrale di via Martini, dove ci si accorge subito del black out di tutti i display. Sembra di essersi ritornati indietro nel tempo: si sta in piedi a fare la fila. Le vecchiette che non hanno più le gambe di una volta devono solo sperare che qualche anima misericordiosa le faccia passare. Il disagio non risparmia gli stranieri. Come Iqra, una giovane pakistana arrivata da poco a Prato: «Mia sorella è in fila da due ore: abbiamo sentito alla televisione del caos che sta scoppiando ovunque». In fila anche un corriere che lavora per Dhl, con una valanga di bollettini in mano: «Devo lavorare, non posso passare qui le ore». Ma la situazione è tutta al rallentatore nei 17 uffici postali sparsi su Prato (16 in provincia). «Impossibile monitorare in questo momento la risposta che danno i singoli uffici - chiarisce Alessandro Galassi responsabile della comunicazione di Poste Italiane -, verificandosi a Prato come in tutta Italia una situazione molto variegata ed eterogenea. E non sappiamo quando tutto tornerà alla normalità».
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