Il Tirreno

Prato

Le "mani sporche" di Casapound

I volantini di Casapound gettati nella fontana
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I volantini di Casapound gettati nella fontana

Volantini nella fontana in favore del referendum sull'acqua

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 PRATO. Unghie nere su una mano che dovrebbe essere quella, curata, di un manager, con tanto di camicia dal polsino inamidato e giacca blu. Questa l'immagine rappresentata sui volantini lasciati galleggiare nella fontana pubblica di piazza sant'Agostino per dire 'no' alle ''mani sporche'' dei privati sull'acqua. A lanciare il messaggio è CasaPound Italia.  L'associazione è impegnato a favore del sì ai due referendum sull'acqua del 12 e 13 giugno prossimi «con una campagna che è solo l'ultimo atto di una battaglia, quella per l'acqua pubblica, che l'associazione porta avanti da anni».  «Ho firmato per la richiesta del Referendum e sarebbe assurdo non andare a votare, né tantomeno invitare all'astensione» dice Gianluca Banchelli, presidente della commissione 1 del Comune, e aggiunge «come presidente ho già trattato l'argomento in commissione e portato l'argomento in consiglio comunale; la legge sugli impianti idrici va migliorata, così non va. Sembra disegnata sul modello toscano che a differenza di quello che sostiene qualche amico della giunta, ha generato cattivi esempi e la tariffa tra le più alte in Italia». A sostenere queste tesi anche Francesco Mugnaioni, consigliere provinciale. Un invito al voto viene rivolto anche dallo scrittore Pierluigi Larotonda, iscritto Idv. «Mi rivolgo, con spirito costruttivo e positivo, a tutte le donne e agli uomini che hanno ancora una cultura di destra, indipendentemente dal partito politico in cui gravitano o agiscono oppure, molto più semplicemente, si sentono coinvolti. L'acqua pubblica è anche un tema di destra. Questa è l'occasione buona per i giovani che considerano ancora un valore quello della politica di farsi sentire e di andare a votare. A votare per i due sì ai quesiti referendari che vogliono abrogare le leggi sull'acqua privata e che hanno come risultato finale quello di trasformarla in merce di profitto».  «Mi rivolgo - prosegue Larotonda -, con sincerità e trasparenza, a quelli che considerano il PdL un partito succube del suo leader, Silvio Berlusconi, ed incapace di dire qualcosa che vada al di là del mercato e della continua privatizzazione dei servizi pubblici. Perché non andate in giro, voi donne, uomini e ragazzi di destra, a dire che bisogna votare sì al referendum sull'acqua pubblica? Fareste davvero un'azione di carattere, a voi che il carattere non manca. Vi distinguereste nettamente dal PdL, che invece è favore dei profitti sull'acqua».

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