Il Tirreno

Prato

Due giorni di iniziative: convegno, visite guidate al Museo della Badia e cena con i tortelli

L'Avis festeggia i 60 anni di attività

Alessandra Agrati
Stefano Vaiani
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Stefano Vaiani

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 VAIANO. L'Avis festeggia sessant'anni di attività, un traguardo importante che soprattutto guarda al futuro con la voglia di aumentare i propri soci donatori. I festeggiamenti inizieranno sabato 25 e domenica 26 giugno con un ricco programma: alle 16 presso la Sala Capitolare della Badia sarà organizzato il convegno dibattito Un dono responsabile dove si affronterà il tema delle donazioni del sangue, degli organi dei tessuti e delle cellule alle 18,30 è prevista la visita guidata al Museo della Badia e alle 20 tortelli per tutti presso i locali dell' Auser Sartoria. Il giorno successivo alle 9,30 partirà dalla sede la sfilata dei soci per le vie cittadine con la deposizione di una corona al monumento dei caduti, alle 10 Santa messa alla Badia, alle 11 cerimonia della premiazione dei soci donatori che si concluderà con un buffet. L'Avis cittadino è nato nel 1961 da un gruppo di vaianesi fra cui il dottore Arrigo Bartoli primo presidente, al tempo la sede era presso la Misericordia, ma con la nascita della Fratres l'associazione sotto la presidenza di Idilio Vaccai si è trasferita presso la Pubblica Assistenza e successivamente nell' attuale sede in via Braga nei locali concessi in comodato gratuito dalla Farmacia Cooperativa di Vaiano. «Il nostro obiettivo futuro - spiega il presidente Stefano Vaiani - è di poterci trasferire presso la nuova sede della Pubblica Assistenza per fare i prelievi e avere una maggiore visibilità». Intanto l'associazione sta già lavorando per aumentare il numero degli iscritti partecipando a tutte le manifestazioni di volontariato organizzate sul territorio. «Sono momenti importanti - spiega il presidente - anche se il miglior veicolo è il passaparola, abbiamo anche organizzato degli incontri nelle scuole medie per sensibilizzare i più piccoli». I soci per ora sono 200 con una media di 300 donazioni l'anno, cifre un po' basse ma in linea con il trend generale: «Sentiamo anche noi la crisi - continua Vaiani - ci mancano soprattutto i giovani. Uno dei motivi per cui non riusciamo ad attirare giovani, forse, è la natura del servizio che è assolutamente individuale».

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