Il Tirreno

Prato

Nel 2009 e nel 2010 l’Asm ha inviato oltre 5mila tonnellate di cdr all’inceneritore di Pavia

Inchiesta Riso Scotti: controlli sui rifiuti pratesi

Il sequestro dell’inceneritore
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Il sequestro dell’inceneritore

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 PRATO. Anche l'Asm, per un paio di anni, ha conferito una parte del proprio cdr (combustibile derivato dai rifiuti) prodotto dagli impianti di via Paronese all'inceneritore di Pavia della azienda Riso Scotti Energia al centro di un'inchiesta giudiziaria della Dda di Milano su un traffico illecito di rifiuti. Ieri è stato arrestato Angelo Dario Scotti, presidente e amministratore delegato del gruppo Riso Scotti. Si tratta dell'ultimo capitolo dell'inchiesta "Dirty Energy" condotta dal Corpo Forestale dello Stato sullo smaltimento dei rifiuti avviata lo scorso novembre. All'epoca vennero arrestate sette persone e dodici erano indagate. L'accusa era di traffico illecito di rifiuti: nell'inceneritore, secondo l'inchiesta, sarebbero finiti materiali diversi da quelli autorizzati. Secondo gli inquirenti per la produzione di energia elettrica e termica, oltre agli scarti di produzione del riso e alle biomasse, venivano impiegati rifiuti di varia natura: legno, plastiche, imballaggi, fanghi di depurazione di acque reflue urbane ed industriali ed altri materiali misti. In base alle caratteristiche chimico fisiche i rifiuti avrebbero superato i limiti massimi di concentrazione dei metalli pesanti, cadmio, cromo, mercurio, nichel, piombo, previsti dalle autorizzazioni.  Ad aggravare la posizione della Riso Scotti Energia, secondo l'accusa, anche il fatto che la società avrebbe usufruito indebitamente di incentivi per la produzione di energia pulita. Per non restituire 7 milioni di euro la Riso Scotti Energia, stando agli atti dell'inchiesta, avrebbe pagato mazzette ad un funzionario del Gestore dei servizi energetici di Roma.  «Dallo scorso novembre - spiega il direttore di Asm Sandro Gensini - non ci rivolgiamo più all'inceneritore della Riso Scotti ma indirizziamo i nostri quantitativi di cdr agli impianti regionali, a quello di Scarlino in particolare». Nel 2009 l'Asm aveva inviato all'inceneritore di Pavia 266,44 tonnellate di cdr, nel 2010 i quantitativi sono saliti 4.812,36 tonnellate, quasi la metà del totale (10.705,32). «Nella prima fase delle indagini - informa Gensini - abbiamo avuto controlli al nostro cdr per accertare da quali rifiuti fosse composto. si voleva verificare che non vi fossero mescolati rifiuti non corretti. Da allora non abbiamo avuto più notizie». G.C.

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