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Dietrofront Elafil ammortizzatori per le undici operaie

Dietrofront Elafil ammortizzatori per le undici operaie

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MONTEMURLO. Dietrofront. E' quello cui è stata costretta lunedì pomeriggio la Elafil, l'azienda di Montemurlo che aveva annunciato il licenziamento di undici dipendenti dopo essersi rifiutata di chiedere per loro la cassa integrazione in deroga. Intorno alla scrivania del sindaco di Montemurlo Mauro Lorenzini la questione si è presto risolta: niente licenziamenti e cassa in deroga. Una vittoria per Lorenzini, un po' meno per i sindacati. «Ringrazio la Elafil per aver ritirato i licenziamenti annunciati - spiega il sindaco Lorenzini - nonostante la crisi continua a fare prodotti di qualità e mi ha annunciato la volontà di riposizionarsi sul mercato. Sarei molto contento aprisse qualche nuovo reparto a Montemurlo». Anche se ad un accordo sulla cassa in deroga probabilmente si sarebbe giunti lo stesso, il ritiro dei licenziamenti alla Elafil è una vittoria tutta di Lorenzini. Una vittoria cercata e voluta, visto che un sindaco con un passato in Cgil e un presente dedito a favorire l'arrivo di nuove aziende a Montemurlo, non avrebbe potuto sopportare che proprio nel suo Comune, e per la prima volta nella storia del distretto, un'azienda rifiutasse gli ammortizzatori sociali e licenziasse i propri operai. Così, seduti alla sua scrivania, il patron della Elafil Luigi Guarducci e tutte le sigle sindacali sono arrivati velocemente all'accordo: la cassa integrazione in deroga per le undici operaie che fino a quindici giorni fa erano destinate al licenziamento e poi, se ci saranno le condizioni, un ulteriore anno di cassa straordinaria. Tutto è partito dalla protesta delle operaie dell'azienda tessile di Montemurlo, che durante la discussione per il rinnovo della cassa integrazione si erano viste respingere la possibilità di un suo rinnovo dai dirigenti dell'azienda che fa capo alla famiglia Guarducci. Saltate le trattive e di fronte alla possibilità di ritrovarsi per strada alla metà di giugno, le operaie avevano allora preso carta e penna e denunciato l' angoscia per una prospettiva data ormai per certa o quasi. Una protesta e una situazione che non poteva non suscitare il pronto intervento del sindaco di Montemurlo. Prima da solo insieme ai rappresentanti dell'azienda e poi sedendosi al tavolo insieme ai rappresentanti sindacali. Alla fine, il risultato di salvare dal licenziamento undici operaie è stato raggiunto. Ma non tutti sono pienamente soddisfatti. Tra le fila dei sindacati aleggia ancora una certa preoccupazione, visto che per riportare un'azienda a più miti consigli è stato necessario l'intervento del sindaco del Comune di riferimento. «Credo sia sconcertante - commenta infatti Tina Oldani della Filctem-Cgil montemurlese - che in una città in profonda crisi come Prato una pratica consolidata e ampiamente condivisa come quella del ricorso agli ammortizzatori sociali ogni tanto venga messa in discussione da qualcuno».

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