Il Tirreno

Prato

Certificati medici solo on line

Barbara Burzi
L’ingresso della sede pratese dell’Inps
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L’ingresso della sede pratese dell’Inps

Imprenditori preoccupati: «Un aggravio burocratico in più»

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 PRATO. Novità in arrivo per i certificati medici che attestano la malattia dei lavoratori di tutti i settori. Dal 19 giugno, salvo proroghe, la procedura di trasmissione sarà solo telematica, con conseguente aggravio di burocrazia a carico degli imprenditori. Che si dicono preoccupati.  Se tutto funzionasse alla perfezione, la nuova procedura si tradurrebbe in un risparmio di tempo e denaro, sia per i dipendenti, sia per i datori di lavoro. La preoccupazione nasce dal fatto che al momento, non è ancora attiva la macchina telematica che consentirebbe di fare certificati di malattia on line ai medici e quindi di trasmetterli all'Inps. In base alle modalità definite dal ministero della Salute, dal 19 gennaio il medico curante sarà infatti obbligato a trasmettere la certificazione per via telematica direttamente all'Inps esonerando il lavoratore dalla consegna della stessa. Il datore di lavoro, pertanto, non potrà più richiedere al dipendente assente per malattia, l'invio della copia cartacea dell'attestazione ma dovrà procurarsela con i nuovi servizi messi a disposizione dall'Inps. «Le attuali lacune del sistema telematico non consentono l'avvio di una procedura agevole per l'impresa - spiega Gabriella Boganini, consulente del lavoro di molte aziende amministrate da Confartigianato Prato - per entrare in possesso dei certificati, infatti, sono 4 i canali percorribili: visualizzare le attestazioni sul sito dell'Inps dopo aver ricevuto un codice Pin; chiedere all'Inps di far pervenire le attestazioni sul proprio indirizzo di posta elettronica certificata (Pec); affidarsi a intermediari (per esempio le associazioni) oricercare la singola attestazione sul sito con il numero di protocollo del certificato rilasciato dal medico. In talcaso, i margini di errore generati da una scorretta trascrizione del protocollo sono alti per il datore di lavoro che potrebbe non essere più in grado di recuperare il cartaceo per giustificare la malattia del dipendente». Di fronte a un'eventualità del genere anche Moreno Vignolini, vicepresidente di Confartigianato e imprenditore tessile nutre qualche perplessità. «Di per sé la nuova procedura sarebbe valida - afferma - tuttavia, non posso immaginare cosa succederebbe se davvero, a causa di lacune nel sistema, il titolare dovesse accollarsi anche l'onere di cercare il certificato tramite numero di protocollo. In questo momento non possiamo permetterci di perdere tempo. Mi auguro che in questo caso le associazioni, premano per una proroga che consenta di mettere a punto il sistema e agli imprenditori di dotarsi di posta certificata». Intanto Confartigianato sta organizzando uno sportello che avrà la funzione di recuperare i certificati per conto delle aziende.

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