Finanza
LETTERE E INTERVENTI
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CENTRO/1 Rossi non aiuta Prato ma solo il presidente Gestri Rossi decida se Prato è fra le priorità della politica regionale. Il protocollo non è un progetto fatto su misura per Prato: lo stesso presidente ha affermato che, se i pratesi non lo vogliono, farà il centro in un'altra città. Rossi anziché rispondere ai dubbi e alle perplessità cercando soluzioni, mette Prato di fronte ad un aut-aut prendere o lasciare. In questo modo si dimostra che quella proposta dal governatore è una cornice valida per ogni quadro, "prestabilita" senza prima aver ascoltato le associazioni di categoria e concertato quali sono i bisogni e le esigenze del tessuto produttivo e imprenditoriale pratese. Si tratta di un protocollo che ha generato grande scetticismo proprio fra le associazioni economiche e sociali perché non vengono date garanzie alla soluzione di problemi gravi come l'immigrazione clandestina, il lavoro nero, le irregolarità fiscali e contributive che da troppi anni affliggono il distretto. Se non si metteranno in atto azioni e investimenti in questo senso si rischia di vanificare sul nascere i buoni propositi dell'accordo Cina-Italia. L'unico a non essere scettico è il presidente della Provincia Gestri che intende con questo progetto riempire la scatola vuota del Creaf, il più grande scandalo della sinistra pratese, costato ad oggi ben 22 milioni di euro. E Rossi preferisce evidentemente aiutare i compagni di scuderia, piuttosto che risolvere i problemi dei pratesi. Alberto Magnolfi capogruppo Pdl in Regione Nicola Nascosti vicepresidente di commissione Cristina Attucci capogruppo Pdl in provincia CENTRO/2 Meglio a Navacchio o a Sesto Fiorentino Credo sinceramente che un centro di ricerca potrebbe essere meglio inserito in contesti più idonei a livello regionale, che magari fanno già ricerca da anni e ad altissimi livelli, come il Polo Scientifico di Navacchio o quello tecnologico di Sesto Fiorentino, gestito dall'Università di Firenze. Il fatto che il presidente della Regione Rossi, abbia proposto proprio Prato per far nascere il centro e la felicità con cui Gestri si dice aprioristicamente a favore dell'idea, mi crea non poche perplessità ed un sospetto...se poi ci aggiungiamo che giornali e tv, affrontando l'argomento, già lo associano al Creaf, si capisce perchè la giunta provinciale sia felice di questo centro di ricerca. C'è chi sostiene che potrebbe essere un boomerang per l'economia locale, ma questo all'amministrazione di centro-sinistra non importa, l'importante è che finalmente hanno trovato cosa fare del Creaf e sopratutto, chi metterà i soldi che ancora mancano per terminare i lavori. Sembra chiaro infatti che Rossi sia sceso in campo per salvare la giunta Gestri dall'empasse creatasi attorno al Creaf, con un amministrazione incapace neppure di finire i lavori di ristrutturazione dell'immobile a fronte di 22 milioni spesi. Francesco Mugnaioni consigliere provinciale Pdl CENTRO/3 Salvare la città dall'assedio economico-politico L'omicidio di Pratilia e il cosiddetto "patto coi cinesi" sulla ricerca voluto dal presidente Rossi ci riportano a quelle che dovrebbero essere le priorità dell'agenda politica dopo la lunga e faticosa polemica sugli ormai celebri 14 profughi. Non è certo alimentando polemiche strumentali fra istituzioni sulla pelle di pochi disperati che si risolvono i problemi della città. L'assedio cinese alla parte produttiva della nostra città e i fenomeni delinquenziali collegati all'immigrazione (regolare e clandestina) hanno infatti cause di natura economica assai profonde. Il cosiddetto "patto con i cinesi" ne è, purtroppo, l'ennesima conferma. La lotta all'illegalità è stata la prima fondamentale svolta portata dalla nuova amministrazione comunale, ma è giunto il momento di fare un ulteriore sforzo per supportare quelle categorie produttive che si trovano a "tirare la carretta in mezzo alla tempesta". L'amministrazione comunale lo deve fare, non tanto e soltanto per rivincere le elezioni, ma per salvare Prato dall'assedio economico-politico nel quale purtroppo la città si trova. Simone Frosini commissione Politiche Sociali Popolo delle libertà
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