Sicurezza
L'altolà arriva dalla Lega Nord
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Leonardo Soldi «Gli eventuali guadagni saranno da una parte sola»
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PRATO. La Lega Nord pratese e regionale boccia il centro di ricerca. L'altolà è venuto ieri in una riunione in Provincia con le commissione regionali Sviluppo economico che si è occupata di emergenza occupazionale. Presenti la vicecapogruppo del Carroccio in Regione, Marina Staccioli, il consigliere leghista Gian Luca Lazzeri, e lo stato maggiore della Lega Nord di Prato. Tra i queli l'assessore allo Sport e commissario Matteo Grazzini, il capogruppo in Provincia, Matteo Santini e i consiglieri comunali Emilio Paradiso (capogruppo), Federico Tosoni e Leonardo Soldi. Per Staccioli, la scelta della Regione di firmare un protocollo con la Cina per un centro di ricerca sul tessile a Prato «è da criticare perché i mandarini copiano le nostre peculiarità e le distruggono. C'è troppo dislivello con la Cina. Dal Paese orientale importiamo l'equivalente di 2,5 miliardi di euro in prodotti, soprattutto di maglieria e tessuti, mentre noi ne esportiamo verso il Paese soltanto 234 milioni di euro circa. Queste cifre fanno capire quanto sia deleteria questa politica con la Cina e chi, alla fine, ci guadagnerà». Santini vede una connessione tra l'esistenza di «molte più assunzioni regolari tra i cinesi» e la crescita di «cinesi regolari a Prato. Non è vero che ci sono più cinesi di prima - afferma Santini - ma la politica di lotta all'illegalità nel distretto parallelo ha fatto in modo che molti clandestini siano stati regolarizzati dai propri datori di lavoro. Resta da vedere - conclude - se gli operai orientali lavorino effettivamente in base ai contratti che hanno firmato».
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