Il Tirreno

Prato

Il mio corpo pilastro di un centro commerciale

Maila Ermini

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Mi chiamavo Abdel Kebir, sono a morto a Prato. Mi chiamavo Abdel Kebir, venivo dall'Africa. Sono morto in un parcheggio di un centro commerciale dimenticato. Futuro preferito sgretolato. Pratilia di droga e morte. Presto sul mio cadavere ne costruiranno un altro. Più alto di prima. Almeno sarò servito a questo. Il mio corpo pilastro di centro commerciale. Un altro di un altro ancora. Cemento che non vedrò mai svettare sulla città. Ho sognato sciacalli su un prato la notte prima del mio assassinio. Vendevo droga come fiori di campo. E' questa la mia colpa. Ma non dimenticate il mio nome. Come avete fatto con Donglan, Jilan, Chengwei annegate nel sottopasso. In questa città si muore. Mi chiamavo Abdel Kebir.

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