Sicurezza
Due bambini a lezione di furto
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Il negozio di articoli sportivi Decathlon nel centro commerciale Parco PratoUna cinquantenne li porta a rubare bici alla Decathlon
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PRATO. Una lezione di furto sul campo, per cominciare a impratichirsi della materia. Gli "alunni" sono due bambini rom di 7 e 9 anni, la maestra una donna serba di 49 anni che non si sa nemmeno se sia loro parente. Il campo di pratica è il grande magazzino di articoli sportivi "Decathlon" al Parco Prato.
Accade dunque che il terzetto si presenti nel grande negozio affollato di clienti, venerdì pomeriggio. All'apparenza una madre matura, o una giovane nonna, insieme ai due ragazzini curiosi di provare nuovi giochi, palloni, racchette, abbigliamento sportivo. La loro attenzione però viene catturata dal reparto biciclette. Ne inforcano un paio e si mettono a fare qualche giro di prova nell'area dedicata. Nessuno sospetta nulla. Si potrebbe sospettare di due ragazzini che hanno 16 anni in due? E invece, appena colgono il momento favorevole, i due bambini guadagnano la porta di sicurezza, spingono il maniglione antipanico e si lanciano in fuga verso la Multisala. La donna che li accompagna lascia fare, mentre i commessi si mettono all'inseguimento ma ben presto perdono le tracce delle due piccole pesti. La donna intanto si defila e qualcuno chiama la polizia. Le ricerche non sono difficili e si concludono nel giro di pochi minuti. Una volante intercetta i due bambini sul vicino viale 16 Aprile all'altezza di un distributore. I due sono stati raggiunti dalla donna serba, ma delle biciclette non c'è traccia. I poliziotti alla fine le trovano nascoste dietro un cespuglio, una Bmx e una b'Twin, e le riportano alla Decathlon, non prima di aver fatto vedere i due ragazzini ai commessi del grande magazzino, che li riconoscono senza dubbio come gli autori del furto. Lo strano terzetto viene poi portato in Questura, dove i due bambini vengono identificati (uno risulta residente a Prato, l'altro a Firenze). Vista la loro tenera età non sono nemmeno imputabili (il limite scatta a 14 anni), e nessun addebito viene mosso alla donna che li accompagnava, perché non ha partecipato al furto. I due bambini vengono dunque affidati a una parente ventenne (la polizia non specifica il grado di parentela) fatta venire apposta da Firenze. Resta la responsabilità morale della donna che accompagnava i bambini, e certamente dei genitori che glieli hanno affidati. E che forse ora dovranno vedersela con gli assistenti sociali: nella peggiore delle ipotesi rischiano la perdita della patria potestà. P.N.
Accade dunque che il terzetto si presenti nel grande negozio affollato di clienti, venerdì pomeriggio. All'apparenza una madre matura, o una giovane nonna, insieme ai due ragazzini curiosi di provare nuovi giochi, palloni, racchette, abbigliamento sportivo. La loro attenzione però viene catturata dal reparto biciclette. Ne inforcano un paio e si mettono a fare qualche giro di prova nell'area dedicata. Nessuno sospetta nulla. Si potrebbe sospettare di due ragazzini che hanno 16 anni in due? E invece, appena colgono il momento favorevole, i due bambini guadagnano la porta di sicurezza, spingono il maniglione antipanico e si lanciano in fuga verso la Multisala. La donna che li accompagna lascia fare, mentre i commessi si mettono all'inseguimento ma ben presto perdono le tracce delle due piccole pesti. La donna intanto si defila e qualcuno chiama la polizia. Le ricerche non sono difficili e si concludono nel giro di pochi minuti. Una volante intercetta i due bambini sul vicino viale 16 Aprile all'altezza di un distributore. I due sono stati raggiunti dalla donna serba, ma delle biciclette non c'è traccia. I poliziotti alla fine le trovano nascoste dietro un cespuglio, una Bmx e una b'Twin, e le riportano alla Decathlon, non prima di aver fatto vedere i due ragazzini ai commessi del grande magazzino, che li riconoscono senza dubbio come gli autori del furto. Lo strano terzetto viene poi portato in Questura, dove i due bambini vengono identificati (uno risulta residente a Prato, l'altro a Firenze). Vista la loro tenera età non sono nemmeno imputabili (il limite scatta a 14 anni), e nessun addebito viene mosso alla donna che li accompagnava, perché non ha partecipato al furto. I due bambini vengono dunque affidati a una parente ventenne (la polizia non specifica il grado di parentela) fatta venire apposta da Firenze. Resta la responsabilità morale della donna che accompagnava i bambini, e certamente dei genitori che glieli hanno affidati. E che forse ora dovranno vedersela con gli assistenti sociali: nella peggiore delle ipotesi rischiano la perdita della patria potestà. P.N.
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