Il Tirreno

Prato

Vengono da Pakistan e Mali, cena a base di pollo e pastasciutta

Sono tutti uomini i profughi arrivati nella notte a Sofignano

Alessandra Agrati
Sono tutti uomini i profughi arrivati nella notte a Sofignano

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VAIANO. Sono otto, tutti uomini, i profughi che ieri sera, con un ritardo di cinque ore, sono arrivati alla Canonica di Sofignano. Si tratta di due pachistani e sei cittadini del Mali, il più giovane ha 19 anni ed erano tutti in Libia per lavoro. Con la cena pronta (pastasciutta e pollo per non sbagliare) ad aspettarli Roberto Macrì presidente del Santa Rita e don Carlo Bergamasci parroco di Vaiano.  Da oggi, comunque, comincia una nuova vita; alle 8,30 saranno accompagnati all'Asl per fare i controlli medici, un primo screening per le malattie infettive è stato fatto in Puglia, successivamente andranno in Prefettura e poi torneranno nella loro casa temporanea. «Il modello di gestione - spiega Macrì - sarà lo stesso di Cerreto, una collaborazione fra gli operatori del Santa Rita e i volontari, in questo caso a coordinare il tutto sarà don Carlo, parroco di Vaiano e padrone di casa».  Il supporto logistico è stato difficile da organizzare in quanto la Prefettura di Firenze non ha comunicato la nazionalità degli otto profughi fino all'ultimo, ma la macchina degli aiuti è partita lo stesso predisponendo l'accoglienza con un operatore che parla inglese e francese, preparando due stanze, ciascuna con quattro letti e due bagni (per ogni ospite è previsto un kit con lenzuola igienizzate, spazzolino da denti, dentifricio, asciugamano).  «Grazie alla disponibilità di tutte le associazioni di volontariato di Sofignano e di Vaiano - ha sottolineato don Carlo - siamo riusciti a fare fronte a questa emergenza, il nostro compito è di tamponare una situazione, poi, cercheremo di studiare un percorso specifico per ciascuno. Fino a settembre la Canonica è sicuramente vivibile con il freddo diventa più complicato».  Gli otto uomini avranno a disposizione una stupenda casa contornata da molto spazio verde. «Il sindaco Marchi - continua don Carlo - ha anche dato la sua disponibilità per far fare a queste persone piccoli lavori di giardinaggio, in modo da impegnare le giornate il più possibile».  Probabilmente verranno organizzati anche corsi di lingua italiana, incontri con avvocati, attività sportive e ricreative. Tutti i costi di gestione per ora sono a carico della parrocchia di Vaiano e del Santa Rita. «La prossima settimana - ha annunciato Macrì - dovremmo firmare una convenzione con la Prefettura di Firenze, che ha gestito l'intera operazione, per stabilire le responsabilità e i finanziamenti validi anche per Cerreto. Ci hanno promesso 35 euro al giorno per persona».  La canonica di Sofignano non è la prima volta che viene adibita come ricovero temporaneo, qualche anno fa ha ospitato una famiglia albanese. «Ci hanno fatto numerose proposte per acquistare questa struttura - spiega don Carlo - ma ho sempre rifiutato anche se questo avrebbe permesso di risistemare le finanze, perché credo che la funzione di questo luogo sia di accoglienza». Probabilmente lo pensano anche gli abitanti di Sofignano, che per ora non hanno sollevato nessuna obiezione.

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