Il Tirreno

Prato

Parlano i frequentatori del circolo Arci 1º Maggio. «Ma qui certa gente non la facciamo entrare»

Prostituzione e spaccio, benvenuti a Pratilia

Maria Lardara
Le macerie di Pratilia A destra due dei frequentatori del circolo Arci 1º Maggio
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Le macerie di Pratilia A destra due dei frequentatori del circolo Arci 1º Maggio

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 PRATO. Magari la faccia di Abdel l'hanno intravista qualche volta al circolo, o nei paraggi. Tra una partita di carte e l'altra la notizia dell'omicidio non sembra distrarre più di tanto l'attività pomeridiana dei soci del circolo Arci 1º Maggio. Il fatto di sapere però che a due passi ci ha rimesso la pelle una persona ha il sapore della proverbiale goccia che fa traboccare il vaso. Fa tornare a galla l'eterno dei problemi di Pratilia, quello della mancanza di sicurezza, complice anche una situazione di degrado urbanistico che si trascina da anni. Di fronte all'area del parcheggio dove è stato rinvenuto il cadavere si erge un mostro che cade letteralmente a pezzi: fra la gente del posto si racconta che, fra le macerie dell'ex centro commerciale e i giardini, gli spacciatori magrebini abbiano costruito i loro nascondigli. L'omicidio di ieri notte è solo la punta dell'iceberg. Per questo la parola "sicurezza" fa andare su tutte le furie Giorgio Gosti, storico iscritto al circolo. Che, all'assessore comunale alla Sicurezza Aldo Milone, non le manda certo a dire. «Quando va dicendo che questa sta diventando una città più sicura fa solo propaganda. Qua dietro (via 2 Giugno, ndr), tra la palestra e l'istituto Convenevole c'è sempre ogni sera un viavai di spacciatori. Basterebbe installare due telecamere - prova a suggerire Gosti - e due fari che illuminino meglio il tratto». Al circolo i magrebini non si fanno vedere da un bel po' di tempo. Anche perché l'ingresso ai locali, come in ogni circolo Arci che si rispetti, è riservato ai soli soci. «Facevano la spola tra il bar Igloo di via Ferraris e via 1º Maggio - racconta Tiberio Gaggioli, tra i fondatori del circolo -. Le risse fra gli ubriachi erano all'ordine del giorno. Ma non farli entrare qui dentro non ha cambiato la situazione. Uscire da una certa ora della sera in poi a Pratilia è impossibile».  I guai del quartiere sembrano essere tanti. Ha una brutta fama anche la palazzina di via Barsanti 12, che ospita molte prostitute. Ci si sposta verso il luogo del delitto e da via Fiorentina s'imbocca via Franklin. Benvenuti nella terra di nessuno. Eppure ci vivono tante famiglie pratesi. Diamo un'occhiata ai campanelli del residence-dormitorio che sorge a ridosso dell'ex complesso commerciale, tristemente noto per il giro di prostituzione e spaccio. Fra i campanelli si leggono tanti nomi stranieri. «Ci abita anche gente per bene - puntualizza una signora che abita ai piani superiori rispetto alla clinica veterinaria - Ma non passa sera che qualche transessuale tenti di abbordare qualcuno». Non si azzarda a camminare da sola nemmeno Valentina Delogu, la veterinaria della clinica Galilei. Troppe facce poco raccomandate in giro. «Non mi stupisco che sia avvenuto un omicio a pochi metri. Quando ho il turno fino a mezzanotte devo sempre farmi accompagnare fino al parcheggio».

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