Il Tirreno

Prato

Picchiato a morte nel parcheggio

Paolo Nencioni
Picchiato a morte nel parcheggio

Giallo a Pratilia, trovato all'alba il cadavere di un marocchino di 45 anni

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PRATO. Trafitto da un punteruolo, colpito alla testa o "semplicemente" malmenato a morte? L'unica cosa certa è che Abdel Kebir Tayaa, marocchino di 45 anni, è stato ucciso da qualcuno la scorsa notte. Il cadavere è stato trovato ieri mattina alle 7,30 sul tetto del parcheggio interrato dell'ex centro commerciale di Pratilia e l'omicidio è ancora un rebus. Non sarà affatto facile per i carabinieri, incaricati delle indagini dal sostituto procuratore Roberta Pieri, sbrogliare il bandolo della matassa.  Manca l'arma del delitto, mancano i testimoni, mancano telecamere utili per illuminare la scena, manca ovviamente il movente.  Quello che resta è il corpo senza vita di uno straniero che ormai da anni aveva scelto di vivere in Italia, ufficialmente residente in provincia di Ferrara ma di fatto domiciliato a Prato, anche se non si sa ancora dove.  A trovarlo sono stati gli operai incaricati di affiggere i manifesti pubblicitari su un tabellone che costeggia l'area del parcheggio in via 25 Aprile. Abdel Kebir era sdraiato supino, con la gamba sinistra reclinata sotto la destra, la metà sinistra del volto coperta dal sangue. Il medico della Croce d'Oro ha visto subito che non c'era più nulla da fare (la morte risale forse a tre o quattro ore prima della scoperta) ed è iniziata la processione degli inquirenti per i rilievi, presenti quattro ufficiali dei carabinieri, il medico legale Brunero Begliomini, il sostituto Pieri, gli uomini della scientifica.  A quindici metri dal cadavere sono state trovate piccole macchie di sangue, compatibili con l'orario della morte, lì accanto un cacciavite, ma senza tracce ematiche, in mezzo a un tappeto di cocci di bottiglia presenti da molto prima.  Solo l'autopsia, che verrà compiuta oggi dal dottor Begliomini, dirà la causa esatta della morte. Da quello che si è potuto vedere, la ferita mortale potrebbe essere l'impatto del cranio su una superficie solida, forse il muretto della presa d'aria del parcheggio. L'occhio sinistro era quasi irriconoscibile: forse è stato colpito con un oggetto appuntito. Sulla parte sinistra del volto ci sono segni di sfregamento con tracce di bitume, provocati dalla caduta o, come ipotizzano i carabinieri, da un trascinamento del cadavere. Di sicuro c'è un forte trauma cranico e la frattura del setto nasale. C'è stata una colluttazione, probabilmente, ma la vittima non ha perso le ciabatte o forse gli sono state rimesse ai piedi.  Quando alle 9,38 i carabinieri hanno rivoltato il cadavere, è stato trovato il portafoglio nella tasca dei pantaloni e il morto è stato identificato. Nel portafoglio c'era anche denaro contante, ciò che porta a escludere l'aggressione a scopo di rapina e forse anche il regolamento di conti nel mondo della droga.  Abdel Kebir Tayaa aveva una carta di soggiorno con residenza in provincia di Ferrara, ma in Emilia non ci sono tracce di lui dopo il 2003. A Prato invece era stato fermato qualche volta dai carabinieri negli ultimi mesi. Lavoretti artigianali col rame, qualche piccolo precedente per spaccio di droga, nessun parente conosciuto in città, Abdel Kebir conduceva una vita randagia. Dicono che ogni tanto si fermasse a dormire proprio nel parcheggio interrato di Pratilia, almeno fino a quando i locali non sono stati sbarrati. E forse, approfittando del caldo, giovedì notte è tornato a dormire sul tetto del parcheggio, senza sapere che andava incontro alla morte.

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