Attenzione
Militari e Agenzia delle entrate osservano da vicino il complesso mondo del fitness
Palestre nel mirino della Finanza
Paolo Nencioni
Verifica fiscale all'Universo, contestazioni ad altre strutture cittadine
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PRATO. La guardia di finanza e l'Agenzia delle entrate hanno acceso i riflettori sul mondo delle palestre. Vogliono capire se tutti rispettano le regole e soprattutto se tutti pagano le tasse. Una verifica fiscale generale della Finanza è in corso alla palestra Universo, forse la più nota in città, ma potrebbe trattarsi solo della punta dell'iceberg. Un Pvc (processo verbale di constatazione) è stato recentemente notificato dall'Agenzia delle entrate a un'altra grande palestra, mentre dal settore arriva qualche scricchiolio. L'ultimo risale a un paio di giorni fa, quando ha chiuso la Corpus di via Roma alle Fontanelle, segno che forse il fitness non tira più come una volta. Ora le Fiamme gialle e il fisco stanno spulciando le carte del settore per vedere dove finisce l'elusione e dove comincia l'eventuale evasione. «E' evidente che ci sarebbero cose da cambiare - commenta un addetto ai lavori che preferisce rimanere anonimo - ma non possono pretendere di cambiare tutto da un giorno all'altro». Per capire di cosa si sta parlando, conviene sapere che le regole del fitness sono un po' complicate. In genere le palestre si appoggiano a un'associazione sportiva, che è soggetta a un regime fiscale agevolato. La parte commerciale (estetica, bar e altro) può convivere con quella sportiva a patto che non la superi in fatturato e non ecceda i 250.000 euro l'anno. Insomma, lo Stato accorda uno sconto fiscale ma dice anche che non bisogna approfittarne oltre certi limiti. Il problema sorge appunto quando la parte sportiva è solo un paravento per la parte commerciale. Ci sono palestre, anche a Prato, che si appoggiano ad associazioni sportive reali e attive. Altre invece si limitano alla documentazione formale, alla quale non corrisponde una reale attività. La Finanza e l'Agenzia delle entrate stanno scavando proprio in questo terreno. La prova generale è stata fatta nel Veneto, dove le palestre sono state battute a tappeto, col risultato che moltissime hanno preferito chiudere anziché vedersela col Fisco. Un effetto collaterale è stata l'inflazione sul mercato dei macchinari, non pochi dei quali sono finiti proprio a Prato a prezzi vantaggiosi. Dopo questo esito non del tutto voluto, le Entrate hanno dato un colpo di freno, ma questo non significa che abbiano rinunciato a tenere d'occhio le palestre. Ed è proprio quello che sta accadendo a Prato.
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