Gioco
Lassessore alla Sicurezza torna a precisare il numero dei residenti
Milone: «Nel 2010 i nuovi arrivi di cinesi sono stati solo 392»
G.C.
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PRATO. Aumentano o non aumentano i cinesi a Prato? Quelli ufficiali, s'intende, regolarmente registrati all'ufficio anagrafe del Comune. La notizia che nel periodo marzo 2010-marzo 2011 si era registrato un aumento di 1050 unità non è andata giù all'assessore alla Sicurezza Aldo Milone che, dopo aver attribuito in un primo tempo, la principale responsabilità alle nascite e quindi non ai nuovi arrivi, ora torna alla carica con ulteriori precisazioni. «Nei giorni scorsi si è parlato di 1.436 residenti in più dal 1º gennaio 2010 al 31 marzo 2011. E' opportuno - precisa l'assessore Milone - l'obbligo di fare chiarezza su questo dato. E' vero che gli iscritti all'anagrafe sono 1.436 in più durante questo periodo ma il dato non significa affatto che siano arrivati altri 1.436 cittadini orientali. Di questi 1.436 ben 596 erano già residenti a Prato e a loro carico era stata avviata la procedura di irreperibilità, che è stata sospesa, dopo che gli stessi cittadini si sono recati agli uffici anagrafe per dichiarare che non si erano trasferiti altrove ma che erano solo ritornati in patria per un breve periodo». «Quindi - prosegue Milone - per questi la procedura prevede una nuova iscrizione. I nati sono in totale 448 e quindi, essendo venuti al mondo in questa città, sono regolarmente iscritti all'anagrafe». «Come ho già detto nei giorni scorsi - prosegue Milone -, questa giunta, al suo insediamento, aveva come obbiettivo di combattere l'illegalità e non di travestirsi da Erode. Pertanto ritengo che dai 1.436 nuovi residenti vadano sottratti i 1.044 che, come già detto, costituisce la somma dei nati e di quelli già residenti che erano stati sottoposti alla procedura di irreperibilità. Quindi il saldo tra nuovi arrivati e quelli cancellati per irreperibilità in maniera definitiva, o trasferiti altrove, è di un più 392 e non 1.436 nuovi arrivi». Una precisazione però che, a nostro giudizio, non centra il bersaglio. Intanto perché è bene tenere presente che la fonte dei dati sulla quale il Tirreno si è basato per segnalare l'aumento dei cinesi residenti, saliti a 12.313 al 31 marzo 2011, è l'ufficio statistica del Comune. E nell'elaborazione finale dei dati viene tenuto conto di una serie di fattori: nati, morti, iscritti e cancellati (compresa per entrambi i casi l'irreperibilità). Il totale che risulta, insomma, è quello oggettivo a quella data. E così anche per il passato sempre attraverso la solita procedura di addizione e sottrazione. Inoltre l'assessore Milone usa il termini "nuovi arrivi", quando il Tirreno ha sempre parlato di residenti. Ed il dato relativo ai residenti cinesi è storicamente in crescita: nel 1995 erano 1524, 3.162 nel 1998, 4.806 nel 2001, 6.813 nel 2004, 8.627 nel 2005, 10.077 nel 2006, 10.431 nel 2007, 9.927 nel 2008 (unico anno in calo), 10.877 nel 2009, 11.882 nel 2010 e appunto 12.313 nel marzo 2011. Un flusso in costante aumento a prescindere del colore politico dell'amministrazione che governa la città. 12.313 cinesi è una cifra mai toccata fino ad oggi e che rappresenta il 42,3% della popolazione straniera residente a Prato. Il totale degli stranieri, lo ricordiamo, è 29.085. In definitiva, quindi, che siano nuovi arrivi, che siano cinesi andati e poi tornati, che siano i nati, fatto sta che i cinesi residenti a Prato continuano ad aumentare. Gli immigrati cinesi, sempre fonte ufficio statistica del Comune, nel 2010 sono stati 1.140. Di questi 374 provenienti da altre regioni italiani, 576 dall'estero e 190 dall'irreperibilità. Insomma, magari i clandestini grazie ai controlli nelle confezioni diminuiscono, ma di questi non c'è alcun riscontro ufficiale. Di quanti erano in passato e di quanti sono oggi ci sono solo stime approssimative. E anche in questi casi, a voler essere onesti, bisognerebbe essere davvero certi che le espulsioni dei clandestini decise sulla carta lo siano anche nella realtà. Cosa che, lo sappiamo, non è.
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