Sicurezza
Brucia il bosco nel cuore di Galceti
Paolo Nencioni
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I vigili del fuoco e la folla in Galceti In fumo un ettaro di pini e cipressi sotto gli occhi di centinaia di persone
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PRATO. Il fuoco ha lasciato una cicatrice fumante di poco più di un ettaro nel cuore del parco di Galceti, un centinaio di metri sopra Villa Fiorelli. E' successo ieri pomeriggio sotto gli occhi di centinaia di persone venute a fare una passeggiata nella giornata di festa. E così l'incendio che ha devastato un pezzo del parco si è trasformato in un diversivo per tanti che hanno portato i bambini a vedere da vicino le fiamme, in qualche caso suscitando il malumore delle forze dell'ordine che tentavano di recintare la zona per consentire il lavoro di vigili del fuoco, Vab e volontari del Centro di scienze naturali. L'allarme è scattato alle 17,25 sui monitor del Csn, che è dotato di telecamere che inquadrano i punti strategici. Dapprima un filo di fumo, poi qualcosa di più serio e subito si è mossa la macchina dell'antincendio. Dal distaccamento di Montemurlo è partita la prima squadra dei pompieri, subito raggiunti dalla Vab e dai 15 volontari del Centro. Il fuoco ha trovato facile esca nel sottobosco molto secco ed è stato alimentato anche da una brezza insistente. Nel frattempo da Lucca e da Firenze decollavano gli elicotteri antincendio della Regione, che hanno sorvolato decine di volte l'area interessata dalle fiamme, mentre tutto intorno i residenti e i frequentatori del parco osservavano le operazioni. Gli elicotteri si sono riforniti nel lago Biagini, in direzione di Bagnolo, che è molto vicino al parco e dunque si è rivelato provvidenziale come fonte di acqua. L'incendio ha interessato una parte del parco molto battuta dai sentieri che gli appassionati di trekking o di una semplice passeggiata alla ricerca dell'aria buona percorrono specialmente nei giorni di festa, come ieri, partendo dalla sede del Centro di scienze naturale in direzione del monte. Una decina di giorni fa un altro incendio si era verificato a poca distanza da quello di ieri, sul Monte Mezzano. Ieri l'ex direttore del Centro di scienze naturali, Gilberto Tozzi, era come sempre nella "centrale operativa" del centro e ha raccolto una voce secondo la quale qualcuno avrebbe visto due giovani allontanarsi rapidamente dal luogo dell'incendio prima che si alzassero le fiamme, ma è lui stesso ad avvertire che spesso di queste segnalazioni non si può verificare l'attendibilità e non di rado si rivelano frutto della suggestione del momento. Sta di fatto che alle nostre latitudini non è possibile l'autocombustione. Dunque per spiegare l'incendio di ieri si può pensare soltanto al dolo o a un fatto accidentale. Anche un semplice mozzicone di sigaretta, col vento e col sottobosco secco, può innescare un incendio che se non preso in tempo si estende agli alberi, come è accaduto.
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