Il Tirreno

Prato

MAZZONI (PDL)

«Nessun favore ai reduci Sono di famiglia antifascista»

Riccardo Mazzoni deputato del Pdl
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Riccardo Mazzoni deputato del Pdl

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 PRATO. Riccardo Mazzoni appare sinceramente dispiaciuto per l'inattesa bufera. Ha dovuto inviare il testo della proposta di legge anche all'Unione delle comunità ebraiche, che incontrerà lunedì, per cercare di fare chiarezza sulla questione del riconoscimento agli ex repubblichini di Salò.  «Non capisco che cosa sia successo. La proposta di legge, di cui sono il relatore ma non il firmatario, era arrivata a fine percorso in commissione. Altre modifiche chieste dall'opposizione erano state accolte. Martedì si è presentato Giacomelli, forse alla sua seconda presenza in commissione, chiedendo di abbinare la sua proposta a quella di Fontana. L'emendamento relativo all'apoliticità e all'apartiticità, che poteva infastidire l'Anpi, non lo condividevo ma se ne sarebbe potuto discutere in aula. L'inserimento del "legittimamente belligeranti" mi poteva trovare anche d'accordo ma ormai il lavoro della commissione si era concluso: perché ricominciare daccapo? In aula, ho assicurato, questa modifica ve l'accolgo». Mazzoni è sconcertato: «Trovo incredile che si possa pensare che io abbia voluto favore gli ex repubblichi di Salò. Sono antifascista, lo sono i miei genitori, e i miei zii sono stati deportati. Affermare questo è una menzogna senza fine. Tutti coloro al quale ho fatto vedere il testo mi hanno riconosciuto l'onestà intellettuale».  Ma non è finita. Riccardo Mazzoni ieri ha lanciato una sfida a Giacomelli: «Lo sfido a un confronto pubblico sul testo della proposta di legge presentata dal Pdl. In quella sede, davanti ai giornalisti, il deputato del Pd dovrà spiegare dove mai si parla, nel testo, di equiparare i partigiani ai combattenti di Salò. La sua è una lettura falsa e strumentale: avendo partecipato solo alle ultime due sedute della commissione Difesa in cui si è discusso della legge, evidentemente è poco informato oppure in malafede, in quanto era presente quando - come relatore - mi sono detto d'accordo sull'inserimento della dizione "legittimamente combattente" nel momento in cui il ddl arriverà in aula. Sia chiaro - conclude Mazzoni - che d'ora in avanti dovrò tutelarmi in ogni sede nei confronti di chi continui ad insinuare che la legge di cui sono relatore sia un favore fatto ai reduci di Salò i quali, in tutta evidenza, non possono rientrare fra coloro che hanno l'obbligo di sostenere "i valori costituzionali chi si ispira l'ordinamento delle Forze Armate della Repubblica"».

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di Redazione web