Il dolore
Il flop fa serrare i ranghi a destra
Cr.Or.
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A sinistra Filippo Bernocchi a destra Riccardo Mazzoni A Cenni si chiede più concretezza, la priorità è il nodo del Soccorso
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PRATO. Un "uno-due" da ribaltare quello del risultato elettorale per Lega e Pdl. A livello nazionale, però. Perchè l'onda lunga delle tensioni romane, milanesi, napoletane e non solo, nel centrodestra pratese non è ancora arrivata. Sconfitte distanti quelle delle amministrative, evidentemente. E anche se nessuno nel centrodestra minimizza e tutti attendono gli sviluppi, la parola d'ordine della compagine comunale formata da Pdl, Lega, Fli e Udc resta "serrare i ranghi" e far partire a pieni giri la "fase due" della legislatura. Garante della tenuta del partito di maggioranza relativa, il Pdl, fino a qualche tempo fa fortemente a rischio di "sfilacciamenti", ora rinsaldato dal patto di non belligeranza firmato tra i coordinatori Riccardo Mazzoni e Filippo Bernocchi. Stipulato dopo tensioni fortissime, su volere dei big regionali e che sostanzialmente regge. Ed è un argine poderoso anche contro le incursioni del consigliere regionale Alberto Magnolfi che sta conducecendo una campagna di tesseramento vivacissima proprio sul territorio, ma che al momento appare - di fatto - nell'angolo. Anche se Mazzoni tende la mano. «Il risultato elettorale delle amministrative - commenta Mazzoni - fa capire quanto sia preziosa la vittoria elettorale del centrodestra a Prato che è dovere di tutti non sciupare. Continuando a sostenere lealmente la giunta Cenni, perchè non è il momento delle polemiche, dei personalismi e delle marginalizzazioni. Il partito tanto più ora - continua - ha bisogno di tutte le sue componenti e di tutte le sue risorse, compreso il livello regionale». Un altro segnale di sostanziale unità è venuto dalla prima riunione dell'organismo creato per fare da cinghia di trasmissione tra giunta, consiglio e partiti, dopo le accuse di poca trasparenza e disponibilità al confronto fatte dalla maggioranza al sindaco. Vertice senza polemiche e con la linea, sostanzialmente condivisa, dettata dal capogruppo Pdl Roberto Baldi. Che ha messo subito le cose in chiaro: nessuna discussione su nomine e poltrone perché quella di ieri non era la sede idonea, niente riferimenti a possibili rimpasti di giunta «perchè questo problema non è in agenda», spazio, invece, ai programmi. Un passaggio, questo sì, dedicato espressamente al sindaco Cenni spronato a maggior concretezza - un po' da tutti i partiti - e più progettualità. Insomma a far decollare quella "fase due" della legislatura che deve mettere in cascina risultati e non discorsi. Il punto di convergenza si è trovato sull'intervento sul cosiddetto "nodo del Soccorso" - il progetto di raddoppio della Declassata con sovrappasso - che da ieri è tra le priorità della giunta. Tra un paio di settimane, infatti, il sindaco, accompagnato dall'assessore Bernocchi, avrà un incontro con il ministro Altero Matteoli per discutere sui finanziamenti. I soldi, infatti, per sciogliere il "nodo del Soccorso" restano tutti da trovare. Ma che la volontà, soprattutto in casa Pdl, sia di fare quadrato è stato dimostrato anche dalla riunione organizzata dal partito, nella sede di piazza Mercatale, per affrontare la questione profughi e immigrazione, con relatore l'assessore all'immigrazione Giorgio Silli. L'incontro ha fatto il pieno: presenti tutti i membri di giunta targati Pdl, i consiglieri comunali (14 su 17), provinciali e circoscrizionali e del territorio, assenti invece i pochi "magnolfiani" (tre appunto in Comune, due in Provincia). Con una presenza che potrebbe annunciare un ritorno, quella del consigliere comunale Carlo La Vigna, ex Pdl, poi passato a Fli ora nel gruppo misto, che ha preso anche la parola. Un passaggio alla riunione è stato fatto anche dal segretario cittadino della Lega Leonardo Soldi convinto che il tonfo del suo partito al nord sia stato provocato «da una politica nazionale troppo appiattita - dice - su Berlusconi», ma pronto a ribadire l'appoggio incondizionato della Lega a Cenni: «Gli chiediamo solo - conclude - di essere più determinato a dettare l'agenda politica. La Lega vuole un sindaco forte che non si faccia tirare per la giacchetta».
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