Finanza
Btp andrà all'ingegner Raiola
Ilenia Reali
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Unassemblea dei lavoratori della Btp Conto alla rovescia per il passaggio degli appalti a Impresa
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PRATO. Su Btp infuria la bufera. E tra un fulmine e l'altro è scattato il conto alla rovescia. I professionisti, coordinati dal commissario Bruno Inzitari, stanno analizzando i conti per presentare un concordato preventivo. Ormai tra le cose certe c'è che è sfumata l'ipotesi della 182. Le banche si sono tirate indietro: troppo costoso. E tra quelle in dirittura d'arrivo anche la vendita della parte legata agli appalti pubblici. E' praticamente certo anche l'acquirente nonostante ufficialmente nessuno azzardi dichiarazione: quella parte della società di Calenzano andrà a Impresa, la prima società ad aver presentato un'offerta. Non è il meglio ma l'ingegner Raffaele Raiola, del resto, è l'unico possibile acquirente. Nessun altro si è fatto avanti. O meglio. La società Toto dopo aver richiesto l'accesso agli atti non ha presentato un'offerta formale mentre quella di Strabach non poteva essere considerata concorrenziale. Che cosa succederà quindi a Btp? Le trattative tra Raiola e Inzitari sono ancora in corso per sciogliere alcuni nodi, perlopiù tecnici, e si prevede che entro il 10 giugno si dovrebbe firmare l'accordo. Ci sono dei punti fermi: Raiola rileverà tutti gli appalti pubblici ancora nella disponibilità di Btp e con i cantieri si accollerà tutti gli operai. Circa 450 operai che avranno un lavoro fino alla fine dei lavori. Poi si vedrà. Dipenderà da come andrà il settore e se ci sarà o meno ripresa. Raiola si assumerà anche una parte dei debiti di Btp ma non sarebbe sua intenzione tenere aperta la sede di Calenzano. Rimangono, ad oggi, senza collocazione la gran parte dei dipendenti di sede anche se per alcuni di loro si profila la possibilità di trasferirsi a lavorare nella sede romana di Impresa. Per la parte privata le trattative sono in corso con aziende fiorentine: anche a chi prenderà questi cantieri sarà chiesto di accollarsi il personale che ci sta lavorando. Gli incassi delle cessioni serviranno a portare risorse nel concordato. Il malumore tra i dipendenti delle società cresce ma, nonostante l'assenza per ora di dichiarazioni ufficiali, emerge chiaramente che si ritiene di aver fatto il possibile per tutelare i creditori. E come prevede la legge, prima i privilegiati, poi i chirografari. La richiesta dei fornitori di avere immobili in cambio dei crediti non può essere presa in esame perché, anche in passato, quegli edifici sarebbero dovuti andare a tutelare i crediti privilegiati, dipendenti in primis. C'è insofferenza anche per le dichiarazioni degli ex soci, Fusi e i fratelli Bartolomei, perché si sostiene in ambienti vicini al commissario e al tribunale che si «sta dimenticando che l'azienda si trova in queste condizioni non certo per la gestione del commissario ma di quegli stessi soci che continuano a voler avere voce in capitolo». Del resto quando Inzitari è arrivato in cassa non c'era un euro. E Btp rischiava di perdere non uno ma tutti i cantieri aperti.
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