Sicurezza
Case popolari in legno Made in Prato il top della bioedilizia
Maria Lardara
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Sopra Paolo Lavisci Il alto uno degli edifici in legno esposti a Firenze3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Legno al posto dei mattoni. Non per baite e cascine di montagna, ma per costruire scuole, appartamenti e condomini in città, edifici che meglio resistono ai terremoti e non inquinano. C'è una nuova filiera dell'edilizia che mette radici in Toscana, più etica e sostenibile. E la testa pensante si trova a Prato, all'ombra di una città dove però faticano a decollano i progetti di bioedilizia targati "Legnopiù srl". Per questa piccola società di ingegneria fondata una decina di anni fa e conta oggi 6 soci-lavoratori (oltre a 4 collaboratori) si sono aperte le porte della rassegna Terra Futura che ha animato nel weekend scorso la Fortezza da Basso. E dove è andata in scena una riproduzione della casa ecologica in legno, ultima frontiera dell'edilizia "green" che privilegia materiali rinnovabili e riciclabili, risparmiando emissioni di Co2 e riducendo consumi di energia. Sono gli interventi di Erp (edilizia residenziale pubblica) che l'azienda pratese ha progettato per conto di Casa spa (è il corrispettivo fiorentino dell'Epp).
I cervelli dell'ingegneria pratese di Legnopiù hanno partorito tre edifici: due a destinazione residenziale (6 piani e 4 piani) con 45 alloggi e uno spazio per una ludoteca che si articola su due piani per un totale di 600 metri quadri (la prima ludoteca in legno di Firenze sarà pronta a luglio). Il cantiere del condominio sostenibile in viale Giannotti ha un vantaggio: richiede solo l'abilità dei maestri carpentieri senza l'allestimento di ponteggi. Il business fiutato anni fa da Paolo Lavisci, titolare della Legnopiù, insieme a Maurizio Martinelli, ingegnere che siede oggi sulla poltrona di direttore tecnico della società, si sarebbe rivelato un'intuizione fruttuosa: «Abbiamo fatto da pionieri con passione e fatica - sottolinea Lavisci - per trovarci oggi all'avanguardia in un settore in forte crescita. Assieme a tre aziende del settore - una segheria, una carpenteria e una fabbrica di semilavorati - stiamo completando un impianto pilota per la produzione di edifici in legno toscano.
L'idea è di creare una filiera, aggregando a questo nucleo iniziale altre aziende sinergiche. Oppure degli investitori. Se qualche imprenditore pratese ne ha voglia, saremo felici di illustrare le nostre prospettive». Ma la piazza pratese si è rivelata finora piuttosto avara con i progettisti dell'edilizia in legno. I contatti con l'amministrazione locale non sono mancati per la riqualificazione dell'ex sito della Fil in viale Borgo Valsugana e a suo tempo furono fatte proposte per sostituire o costruire ex novo alcune scuole. «Sarà vero che "nessuno è profeta in patria"? Speriamo di no - ironizza Lavisci - In compenso stiamo avviando collaborazioni con Pistoia e Siena: ben venga un'attenzione per l'edilizia in legno toscano. Un paio di anni fa presentavamo soltanto progetti di scuole e case a due piani mentre adesso, per clienti milanesi, abbiamo terminato il progetto di 4 edifici a 8 piani e ne stiamo completando uno di 12 piani».
Una certa riluttanza forse si potrebbe spiegare con una serie di pregiudizi che ruotano ancora intorno agli edifici in legno. Che sono tutt'altro che fragili, come dimostrano le prove di resistenza ai terremoti. Nelle case e appartamenti in legno le bollette costano meno e i consumi si riducono. Proprio a L'Aquila la rinascita dalla macerie del terremoto ha visto all'opera i tecnici della Legnopiù che hanno partecipato al progetto Case: costruite sette palazzine in legno, per un totale di 189 alloggi, senza l'uso di ponteggi e con una particolare tecnologia costruttiva basata sul "compensato di tavole". «E' il nostro progetto più significativo, per il suo valore sociale prima che tecnologico - ammette Lavisci - Ma la vera gioia è arrivata quando, siamo tornati nel capoluogo abruzzese per effettuare le nostre misure acustiche e gli assegnatari degli alloggi ci hanno confermato la loro piena soddisfazione».
I cervelli dell'ingegneria pratese di Legnopiù hanno partorito tre edifici: due a destinazione residenziale (6 piani e 4 piani) con 45 alloggi e uno spazio per una ludoteca che si articola su due piani per un totale di 600 metri quadri (la prima ludoteca in legno di Firenze sarà pronta a luglio). Il cantiere del condominio sostenibile in viale Giannotti ha un vantaggio: richiede solo l'abilità dei maestri carpentieri senza l'allestimento di ponteggi. Il business fiutato anni fa da Paolo Lavisci, titolare della Legnopiù, insieme a Maurizio Martinelli, ingegnere che siede oggi sulla poltrona di direttore tecnico della società, si sarebbe rivelato un'intuizione fruttuosa: «Abbiamo fatto da pionieri con passione e fatica - sottolinea Lavisci - per trovarci oggi all'avanguardia in un settore in forte crescita. Assieme a tre aziende del settore - una segheria, una carpenteria e una fabbrica di semilavorati - stiamo completando un impianto pilota per la produzione di edifici in legno toscano.
L'idea è di creare una filiera, aggregando a questo nucleo iniziale altre aziende sinergiche. Oppure degli investitori. Se qualche imprenditore pratese ne ha voglia, saremo felici di illustrare le nostre prospettive». Ma la piazza pratese si è rivelata finora piuttosto avara con i progettisti dell'edilizia in legno. I contatti con l'amministrazione locale non sono mancati per la riqualificazione dell'ex sito della Fil in viale Borgo Valsugana e a suo tempo furono fatte proposte per sostituire o costruire ex novo alcune scuole. «Sarà vero che "nessuno è profeta in patria"? Speriamo di no - ironizza Lavisci - In compenso stiamo avviando collaborazioni con Pistoia e Siena: ben venga un'attenzione per l'edilizia in legno toscano. Un paio di anni fa presentavamo soltanto progetti di scuole e case a due piani mentre adesso, per clienti milanesi, abbiamo terminato il progetto di 4 edifici a 8 piani e ne stiamo completando uno di 12 piani».
Una certa riluttanza forse si potrebbe spiegare con una serie di pregiudizi che ruotano ancora intorno agli edifici in legno. Che sono tutt'altro che fragili, come dimostrano le prove di resistenza ai terremoti. Nelle case e appartamenti in legno le bollette costano meno e i consumi si riducono. Proprio a L'Aquila la rinascita dalla macerie del terremoto ha visto all'opera i tecnici della Legnopiù che hanno partecipato al progetto Case: costruite sette palazzine in legno, per un totale di 189 alloggi, senza l'uso di ponteggi e con una particolare tecnologia costruttiva basata sul "compensato di tavole". «E' il nostro progetto più significativo, per il suo valore sociale prima che tecnologico - ammette Lavisci - Ma la vera gioia è arrivata quando, siamo tornati nel capoluogo abruzzese per effettuare le nostre misure acustiche e gli assegnatari degli alloggi ci hanno confermato la loro piena soddisfazione».
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